domenica 26 aprile 2015

L'ultima fatica. L'ultima sfida.



Francesco e Filippo sono due amici che non si parlano da tempo. Da quando Giorgia ha scelto Filippo e da quando Francesco, per questo, ha smesso di parlare ad entrambi. Si è allontanato, alimentando il proprio risentimento per la coppia, e infine, per se stesso. Poi, dopo tre anni passati ad ignorarsi, qualcosa scuote la vita di Francesco. Filippo si ammala di una malattia che non lascia scampo. Francesco decide, con titubanza, di andare al suo funerale. Per lui è un ritorno al passato. Un ritorno al mondo che aveva lasciato, e a Giorgia. Una sorpresa lo attende. Il suo amico, per mano di sua madre, gli consegna una scatola con otto lettere dentro. L'estremo saluto di un amico. La prima lettera è indirizzata proprio a Francesco. Quello che gli chiede Filippo, è di consegnare le altre lettere ai diversi destinatari e, insieme a loro, di svolgere un piccolo compito, una “missione” che Francesco non ha avuto il tempo di portare a termine. Inizia così per Francesco un viaggio nel passato di Filippo, che lo porta a conoscere nuovi amici e ad ascoltare stralci ed episodi della vita dell'amico ancora sconosciuti. Il viaggio porta Francesco a scendere a patti con se stesso, e con la rabbia che prova per Filippo, cambiando, a poco a poco, il suo modo di vedere la vita. Il viaggio riporterà a casa un Francesco diverso.

Dove trovarlo
Il romanzo è ordinabile presso qualunque libreria in Italia. Costa 10 € e li vale.
Inoltre è possibile ordinarlo online presso i principali rivenditori (ibs.it, mondadoristore.it, lafeltrinelli.it, amazon.it, libreriauniversitaria.it, libreriafernandez.it, ebay.it, libroco.it) o presso il sito della casa editrice Cinquemarzo (www.cinquemarzo.com)

martedì 21 agosto 2012

NUOVO INIZIO


Allora sono mesi, anni forse, che la meno che voglio ricominciare a scrivere che sono tracce improtanti che è uno sogo che mi va che sono un pubblicitario di me stesso che non ho altro da fare cho dovrei stare aggiornato coi tempi. E è altrettanto che non vado mai avanti, e chissà perchè. E so benissimo perchè. Perchè aspetto la grande notizia, il grande cambiamento, il nuovo percorso, la bomba che mi spinge a tornare qui a scrivere. perchè la realtà è che più sono latitante più latito. per cui l'unica soluzione che ho è smettere di pensare che ho bisogno di qualche nuovo inizio di qualcosa per tornare a scrivere. La cosa migliore che posso fare è scrivere un post per ricominciare a scrivere, in cui non scrivo assolutamente niente. NIENTE. Niente nuovo inizio. Ed è paradossale. Perchè affermare che non c'è nuovo inizio e scriverlo, e quindi muoversi e quindi ripartire, è di per se un nuovo inizio. Buongiorno, buonviaggio, benvenuti. Funzionerà?tornerò coi post natalizi? tutti ritornano. é tornato Sly, Arnold e gli altri. Può tornare anche il buon vecchio Gilberto Bronfenbrenner. 
Amern

martedì 27 settembre 2011

Vivere in coda

Almeno la coda sa di esserlo. é la dietro, alla fine dell'animale, e sa di essere trascinata. sa di servire per l'equilibrio, o per qualche retaggio evolutivo di cui ci si è dimenticati. ma almeno sta lì, ha un senso.
Ma due ore di coda alla posta per un bollettino, che senso ha?
Spesso non colgo i segni filosofici di un'attesa quotidiana agli sportelli.
Forse insegna la pazienza. O forse aiuta i nevrotici ad esserlo appieno. Così poi vanno dagli psicologi, e aiutano questi ultimi a pagare l'affitto.

Viva le code agli uffici pubblici

sabato 24 settembre 2011

Che sarei stato buono

Che sarei stato allegro più che ogni tanto
Che sarei stato bello per sempre, o almeno ogni tanto, o almeno un po'.
Che avrei suonato meglio ogni giorno
Che avrei letto tutti i libri di psicologia
Che avrei scritto con costanza
Che ti avrei fatto capire che ti capisco, anche se non riesco a fartelo capire
Che mi sarei fatto la barba più spesso
Che avrei risolto il problema delle ascelle puzzolenti nel mondo intero
Che avrei smesso di scappare
Che avrei smesso di mangiare al MacDonald's
Che avrei cominciato a dormire di più
Che avrei sorriso più spesso.
Che non mi sarei mai arreso.
Che avrei letto di più, e più cose.
Che sarei stato a casa ogni tanto
Che avrei coltivato la terra.
Che avrei smesso di cercare di salvare tutti
Che avrei smesso di rubarti le lenzuola
Che avrei visto spesso i miei amici più cari
Che avrei fatto sempre la cosa giusta
Che sarei finalmente diventato intonato
Che mi sarei dato pace.
Che avrei ripreso a scrivere settimanalmente il blog
Che avrei trovato un lavoro soddisfacente per la mia psiche
Che mi sarei ricordato di portare fuori la spazzatura
Che avrei finito di scrivere i miei libri
Che avrei finito di iniziare.
Che avrei smesso di fare incidenti d'auto.
Che avrei imparato meglio l'inglese.
Che avrei deciso cosa fare da grande
Che avrei preso Charlie con me.
Che mi sarei lavato l'anima ogni tanto.
Che avrei scritto canzoni sempre più belle
Che avrei convinto Babbo Natale a credere in me
Che avrei smesso di voler bene a Bruce Willis
Che mi sarei concesso di non fare niente.
Che avrei inciso un vinile.
Che avrei ucciso i mostri.
Che sarei stato migliore ogni giorno.
Che avrei girato un film
Che avrei sconfitto lo spazio e la luce, per non farti invecchiare.
Che avrei avuto più cura della mia schiena
Che avrei fatto regolare attività fisica
Che avrei comprato un amplificatore decente
Che mi sarei lasciato stare
Che ti avrei dato il mondo
Che avrei ascoltato tutti i dischi degli Zeppelin
Che ti avrei comprato i cereali ad ogni spesa.
Che non avrei mai più pagato l'affitto
Che avrei conosciuto tanta gente.
Che sarei scappato dall'isola.
Che avrei imparato a vestirmi con colori decenti
Che avrei viaggiato lontano, e lontano
Che avrei imparato a lavorare meno
Che sarei riuscito a pensare che tu sei ok, e lo sono anche io.
Che avrei fatto pace davvero con mamma e papà, e anche con lei
Che sarei stato spiegato
Che sarei stato
Che sarei.

Ma invece no.
Vorrà dire che sarebbe stato bello.
E invece sarà solo vero.
E va bene così.

mercoledì 2 marzo 2011

Al volante


Ed essi si scannano.
Come porci
per le carrube,
come cani
rognosi
per un tozzo di pane secco.
Ed essi si scannano
selvaggi,
per un posteggio.

domenica 16 gennaio 2011

Manco qui

Manco qui da molto tempo.
Riesco ad esserci a fatica altrove. Nella mia vita.
Ma tornerò. E' una ripromessa che mi faccio da tempo.
E mi conosco al punto da sapere che proprio non voglio lasciarmi stare.

Manco qui.
Manco qui riesco a restare.

giovedì 1 luglio 2010

In Deciso

Uhm...indeciso se imbarcarmi di nuovo in questa impresa titanica...4 anni di scuola e di psicoterapia. Indeciso se cambiare layout al blog, e magari togliere tutto questo marrone-tappezzeria della nonna. Indeciso su che cosa pensarne di questo caldo. E di cosa penserei a proposito del freddo. Indeciso su un sacco di cose importantissime, insomma.