Caro Babbo Natale,
come stai? So che non te la passi tanto bene. La Microsoft ti ha un po' rubato il lavoro, ma ti sei ripreso bene. La Coca Cola vende, insomma...Ce la farai anche quest'anno. Per quest'anno la mia letterina non è lunga, e ho anche qualche domanda per te.
Per Natale vorrei innanzitutto smettere di tremare. Vorrei la collezione completa di Tex. Vorrei che la gente pensando a me si facesse un sorriso, ma forse questo non dipende molto da te. Forse dipende da me. Vorrei la capacità di cuocere decentemente le melanzane, di non scuocere la pasta, di riuscire a fare una besciamella decente. Vorrei non gonfiarmi quando bevo la birra, anche se non ne bevo poi molta, in verità. Vorrei saper fare il pane. Vorrei avere un costume come quello di Spiderman, e una macchina come quella di Batman. Vorrei stringere la mano a Bruce Willis, e dirgli che mi ha aiutato nella mia adolescenza. Vorrei cantare una canzone insieme a Britney Spears. Vorrei vedere tutte le repliche de "La donna bionica" ed anche i nuovi episodi. Vorrei smettere di sognare Terminator con quel maledetto occhio rosso. Vorrei che le acque fossero tranquille, ma non così tranquille. Vorrei la piscina riscaldata d'inverno. Vorrei che il mio cane non mordesse tutto, ma solo le cose che non vanno. Vorrei che la mia macchina andasse a sogni e non a benzina, così avrebbe sempre il pieno. Vorrei non perdere più nessun amico. Babbo Natale, portami una canna da pesca, ma di quelle speciali, così posso ripescare ogni momento meraviglioso. Portami una matita, se non è troppo disturbo, così mi disegno il domani. Così vivo la mia vita, e cancello con la gomma le cose che non vanno. Caro Babbo, portami Michael Jackson, che lo rimetto in sesto io. Di' alla Norvegia che mi aspetti, che prima o poi arrivo sul serio. Se puoi, portami i personaggi di dragonball a casa, così imparo a combattere. e dammi il numero dei potenti della terra, che ho qualcosa da dire loro. Fa che i backstreet boys non si dividano di nuovo. E se ti va, una sera, vieni qui e portati dietro John Lennon, Jim Morrison, Elvis e Kurt Cobain. Avrei qualcosa da far sentire. Così, per avere un parere. E, dai, babbo, regalami una foto. Una foto in cui ridiamo tutti. Io, Max Pezzali e Tiziano ferro.
Intanto, ti dico Buon Natale, Caro Babbo. Fai gli auguri a tutti quelli che adoro. All'amicizia all'amore e a tutto il resto. E fai gli auguri anche a Gesù Bambino, che sta arrivando per darci un paio di schiaffi e dirci "oh, ragazzi, datevi una svegliata, ok?"
Ok, Ok. Mi darò una svegliata. Intanto passerò un Buon Natale. fallo anche tu, se ci riesci, caro babbo...Non vorrei ritrovarti stressato tra un po' di tempo, al bordo della strada a bere del pessimo rum...
martedì 25 dicembre 2007
giovedì 20 dicembre 2007
2008 - Fuga da me stesso
Dopo la fuga da New York e la fuga da Los Angeles, tocca a me e non a Jena Plisken questa volta. Fuggire da se stessi però, è più difficile...E siccome ormai mi ritrovo a ripetermi parecchio, e a diventare un po stupidotto, mi tocca, in fin dei conti, ribadire che ci credo davvero. Ho già iniziato stasera, e ho già in mente qualcosa per domani.
2008 - Fuga da me stesso. Nel nuovo anno in tutti i posti meravigliosi del pianeta.
Non smetterò mai di ripeterlo: nel 2008 cambierà tutto!!!
2008 - Fuga da me stesso. Nel nuovo anno in tutti i posti meravigliosi del pianeta.
Non smetterò mai di ripeterlo: nel 2008 cambierà tutto!!!
martedì 18 dicembre 2007
L'Omino del Posso e altre faccende
Questo post, forse, dovrebbe essere natalizio. Dovrebbe augurare ai cinque lettori che nei secoli a venire troveranno questo Blog una buona festa, un augurio rilassante di pace, di gioia, di focolare domestico e pasti frugali (come adoro la parola frugale...ha un buon sapore anche a pronunciarla soltanto). Dovrei essere ottimista, colto dalla gioia per il lieto evento che si avvicina, rapito dalla magia delle decorazioni, dal fiato caldo che fa le nuvolette, dalla neve che copre tutto, dalla macchina che sbuffa, dai babbi natali appesi alle case, dagli alberi grandi. Dai regali. Dai sorrisi. Dai cioccolatini. Dalla magia.
Dovrei, dicevo. Ma non mi va. Non stasera. Magari lo spirito arriverà domani, e allora sarò ben lieto di scrivere e gioire, e fare OhOhOh e fare le carezze ai bambini del mondo intero. Per ora, però, per questo momento qui, mi concedo il piacere di buttare giù un po' di cose a caso, come vengono. Cose della settimana scorsa, o di quella prima, o di chissà quando, che però ho bisogno che finiscano da qualche parte, e anche se non hanno un ordine preciso, o non ho ancora bene idea di niente, è meglio che lo faccia, perchè ne ho bisogno. Perchè di pasti frugali non ne ho fatti molti, il focolare domestico è quello che è perchè non vivo nella famiglia del mulino bianco. perchè le decorazioni sono violentemente luminose. Perchè la mia macchina slitta, e io pirla non ho ancora messo le gomme da neve. Perchè mi spacco la schiena a spalare. Perchè il mio alberello è piccolino, e il mio cane quasi ci resta secco a mordere le luci. Perchè mi sembra molto di tendenza essere incavolati anche a Natale. E allora il post di Natale lo scriverò dopo.
Ha nevicato questa settimana. Una benedizione. E se vuoi usare il freddo per mettere la testa a posto, per raddrizzare la tua vita, per smettere di volere l'impossibile, e per convincerti ardentemente che è una presa in giro, e che presto ti passeranno tutte le lavatrici mentali che ti sei fatto, ti sbagli di grosso. La neve è bella. Copre tutto, ma non copre niente, perchè rimane tutto lì, e torna sempre fuori alla prima occasione.
Ho pianto nella doccia. Non succedeva da un sacco di tempo, ma trovo meraviglioso che le lacrime si mischino con l'acqua e che tutto scorra via, e che non ti rimanga niente se non l'asciugamano con cui ricominciare a vivere.
Ho trovato modo di trovare un equilibrio. L'unico equilibrio che adoro è quello in bilico sul nulla, anche se a volte sono stanco di giocare, e anche di stare bene e stare male.
Ci sono mille modi di essere la persona che serve. Uno trova sempre modo di riciclarsi. E di guardarsi allo specchio. E di usare la forza del vento per volare lontano, e la forza del cuore per rimanere a camminare senza fare niente di più. Solo restando. Restando fermo ad essere quello che serve. Ci vuole forza per l'amicizia, anche quando l'amicizia non ti basta. Ci vuole forza per inseguire quei sogni di domani. Con la nebbia che se ne va e la vita da vivere al mare.
Le uniche allergie che non sopporto sono quelle che mi fanno vivere. L'allergia alla felicità. Alla vita semplice. Come se il mio voto fosse di vivere scomposto. Ma coraggioso, o forse, solo codardo.
Devo tagliarmi i capelli. Questo è assodato. devo solo capire come cosa quando e soprattutto perchè.
Vorrei essere l'omino del posso. Quello con cui si può, ma non si deve mai per forza. e se puoi, soltando, lo fai con gioia più grande, perchè sai che potresti anche non farlo, e per l'omino del posso andrebbe bene così. Perchè è l'omino del posso.
Dovrei fare i miei buoni propositi per l'anno nuovo. Lì farò durante il conto alla rovescia di capodanno. Non sono molti, dovrei riuscirci.
Per ora, buonanotte. Vedrai che riuscirai a risolvere i tuoi problemi. vedrai che si scioglieranno come questa neve al sole. Vedrai che la nebbia andrà via. Troverai nell'armadio quello che cerchi. Vedrai che troverai il modo. E riuscirai a fare la pace.
Dovrei, dicevo. Ma non mi va. Non stasera. Magari lo spirito arriverà domani, e allora sarò ben lieto di scrivere e gioire, e fare OhOhOh e fare le carezze ai bambini del mondo intero. Per ora, però, per questo momento qui, mi concedo il piacere di buttare giù un po' di cose a caso, come vengono. Cose della settimana scorsa, o di quella prima, o di chissà quando, che però ho bisogno che finiscano da qualche parte, e anche se non hanno un ordine preciso, o non ho ancora bene idea di niente, è meglio che lo faccia, perchè ne ho bisogno. Perchè di pasti frugali non ne ho fatti molti, il focolare domestico è quello che è perchè non vivo nella famiglia del mulino bianco. perchè le decorazioni sono violentemente luminose. Perchè la mia macchina slitta, e io pirla non ho ancora messo le gomme da neve. Perchè mi spacco la schiena a spalare. Perchè il mio alberello è piccolino, e il mio cane quasi ci resta secco a mordere le luci. Perchè mi sembra molto di tendenza essere incavolati anche a Natale. E allora il post di Natale lo scriverò dopo.
Ha nevicato questa settimana. Una benedizione. E se vuoi usare il freddo per mettere la testa a posto, per raddrizzare la tua vita, per smettere di volere l'impossibile, e per convincerti ardentemente che è una presa in giro, e che presto ti passeranno tutte le lavatrici mentali che ti sei fatto, ti sbagli di grosso. La neve è bella. Copre tutto, ma non copre niente, perchè rimane tutto lì, e torna sempre fuori alla prima occasione.
Ho pianto nella doccia. Non succedeva da un sacco di tempo, ma trovo meraviglioso che le lacrime si mischino con l'acqua e che tutto scorra via, e che non ti rimanga niente se non l'asciugamano con cui ricominciare a vivere.
Ho trovato modo di trovare un equilibrio. L'unico equilibrio che adoro è quello in bilico sul nulla, anche se a volte sono stanco di giocare, e anche di stare bene e stare male.
Ci sono mille modi di essere la persona che serve. Uno trova sempre modo di riciclarsi. E di guardarsi allo specchio. E di usare la forza del vento per volare lontano, e la forza del cuore per rimanere a camminare senza fare niente di più. Solo restando. Restando fermo ad essere quello che serve. Ci vuole forza per l'amicizia, anche quando l'amicizia non ti basta. Ci vuole forza per inseguire quei sogni di domani. Con la nebbia che se ne va e la vita da vivere al mare.
Le uniche allergie che non sopporto sono quelle che mi fanno vivere. L'allergia alla felicità. Alla vita semplice. Come se il mio voto fosse di vivere scomposto. Ma coraggioso, o forse, solo codardo.
Devo tagliarmi i capelli. Questo è assodato. devo solo capire come cosa quando e soprattutto perchè.
Vorrei essere l'omino del posso. Quello con cui si può, ma non si deve mai per forza. e se puoi, soltando, lo fai con gioia più grande, perchè sai che potresti anche non farlo, e per l'omino del posso andrebbe bene così. Perchè è l'omino del posso.
Dovrei fare i miei buoni propositi per l'anno nuovo. Lì farò durante il conto alla rovescia di capodanno. Non sono molti, dovrei riuscirci.
Per ora, buonanotte. Vedrai che riuscirai a risolvere i tuoi problemi. vedrai che si scioglieranno come questa neve al sole. Vedrai che la nebbia andrà via. Troverai nell'armadio quello che cerchi. Vedrai che troverai il modo. E riuscirai a fare la pace.
martedì 4 dicembre 2007
ZTL e ZSP
Nel mio bel paese dei balocchi si respira ancora l'aria di quei momenti lì, quelli che restano impressi nella mente come i momenti migliori, come i pasti frugali, il cane alla porta, il sole che accarezza le montagne o l'altalena. ma quei momenti di vita lì, se vogliamo proprio, restano pochi, e più ci pensiamo più ci rendiamo conto che sono passati da un pezzo, se mai ci sono stati. Di momenti ce ne sono anche altri, quelli un po' più bui, un po' bastardi, un po' con il vomito, un po' con quella vita che ti senti per le mani anche se gli anni buoni ti sembrano ormai passati, e ogni anno ti sembra che passino di più, anche se ti ritrovi domani a vomitare di nuovo, e allora non è cambiato granchè, se non che ti vengono le rughe quando sorridi e la tua fronte inizia un po' più su. E non c'è niente di male di per sé. Il problema è che ti capita prima dei trent'anni.
E ti si pone il problema di fare dei figli e farti un futuro, quando quello che vorresti farti è qualsiasi cosa e basta. E ti arriva il Natale, e tu hai appena tolto la crema solare dal cervello. E finisce che scopri che nel tuo bel paese vogliono fare una bella Zona a Traffico Limitato proprio lì, nel mezzo, e lì nel mezzo c'è la scuola il municipio il bar e la banca. E in fondo non me ne frega niente, non so neanche se ho voglia o no di ZTL, perchè a volte è il mondo che sembra a traffico limitato. Traffico limitato di pensiero. Traffico limitato di Buone idee. E allora perchè non pensare al mondo non come luogo pronto per immense ZTL, ma come Zone di possibile lievitazione di idee, progressi e di cose buone, insomma. Perchè non pensare a Bruner, quel genio che si chiede come noi altri ci salta in testa di vivere in questa cultura, di come impariamo a capirla e a sentirla nostra. Perchè non pensare al buon Zio Vygotskji? Non ha mai parlato di ZTL, lui. Solo di ZSP. Le Zone di Sviluppo Prossimale. Le zone dove io imparo perchè ci sei tu, e tu impari perchè ci sono io, e noi impariamo perchè ci sono loro, e loro imparano perchè ci sono gli altri, e tutti imparano perchè è così che bisogna vivere, e non chiudersi dentro alle nostre personali ZTL dove non passano i neuroni e il cervello serve solo come boccia per i pesci.
Io non so se qui la ZTL risolverà qualcosa. Forse sì, perchè no, mai smettere con l'ottimismo.
Ma quello che vorrei davvero, oltre ad aiutare i bambini ad uscire da scuola in sicurezza, è una ZSP, per aiutare i bambini a capire il mondo in sicurezza.venerdì 23 novembre 2007
Enzo
Stavo pensando a Biagi.
Ho celebrato troppe persone importanti che ci hanno lasciato ultimamente, e sono stato fortemente combattuto se celebrare o no anche Biagi. Ma, alla fine, mi sono limitato a tornare a leggere Ungaretti, e a rileggermi, quando il 4 novembre, ho riportato la sua poesia.
E mi tutto mi ha fatto tornare a Biagi, che, per rispondere a chi gli chiedeva come si sentisse, ha usato poche parole, ripescando cose non sue, e dandogli nuova vita, nuova linfa, una completezza più grande:
Ho celebrato troppe persone importanti che ci hanno lasciato ultimamente, e sono stato fortemente combattuto se celebrare o no anche Biagi. Ma, alla fine, mi sono limitato a tornare a leggere Ungaretti, e a rileggermi, quando il 4 novembre, ho riportato la sua poesia.
E mi tutto mi ha fatto tornare a Biagi, che, per rispondere a chi gli chiedeva come si sentisse, ha usato poche parole, ripescando cose non sue, e dandogli nuova vita, nuova linfa, una completezza più grande:
"Mi sento come le foglie su un albero in autunno.
Ma tira un forte vento”
Ma tira un forte vento”
domenica 18 novembre 2007
Grillo Bronfenbrenner
Dai, voglio fare anche io Come Beppe Grillo. Il suo è il blog più letto d'Italia e uno dei cinque più letti nel mondo, il mio probalilmente è il meno letto d'Italia e uno dei cinque meno letti del mondo...
meglio, nessuno mi denuncierà!
Il Parlamento, qualche tempo fa, ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
Qualcosa mi dice che la mozione non sia poi così risplendente dai verbali, perchè se no qualcuno le palle le dovrebbe rompere. Ma, se lo vengo a sapere io, che sono l'ultimo sfigato del mondo, vuol dire che qualcuno lo sa e allora con che faccia questi tizi vengono ancora a parlarci e a sorriderci.
Comunque, dicevo, che sembra che, dopo un rapido copia-incolla, i dati dicano:
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi
Ma i sindacati, che cazzo ci stanno a fare??
Non è finita!
Circa Centomila Euro li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta gratis e a disposizione).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Mi sentivo un po' il portafoglio leggero.
E poi guardiamo fuori dal giardino perchè pensiamo che l'odore di merda venga dal vicino.
No, è che abbiamo una discarica in casa, la miglior macchina mangiasoldi del mondo (I nostri Europarlamentari sono i più pagati di tutti).
Mi chiedo ancora perchè non siamo nel guinness dei primati.
Sì, come i più coglioni.
meglio, nessuno mi denuncierà!
Il Parlamento, qualche tempo fa, ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
Qualcosa mi dice che la mozione non sia poi così risplendente dai verbali, perchè se no qualcuno le palle le dovrebbe rompere. Ma, se lo vengo a sapere io, che sono l'ultimo sfigato del mondo, vuol dire che qualcuno lo sa e allora con che faccia questi tizi vengono ancora a parlarci e a sorriderci.
Comunque, dicevo, che sembra che, dopo un rapido copia-incolla, i dati dicano:
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi
Ma i sindacati, che cazzo ci stanno a fare??
Non è finita!
Circa Centomila Euro li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta gratis e a disposizione).
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Mi sentivo un po' il portafoglio leggero.
E poi guardiamo fuori dal giardino perchè pensiamo che l'odore di merda venga dal vicino.
No, è che abbiamo una discarica in casa, la miglior macchina mangiasoldi del mondo (I nostri Europarlamentari sono i più pagati di tutti).
Mi chiedo ancora perchè non siamo nel guinness dei primati.
Sì, come i più coglioni.
martedì 13 novembre 2007
Labulla ha parlato...
E’ vero che oggi stiamo vivendo in un’epoca senza valori?
Siamo continuamente scossi da notizie tragiche, suicidi, omicidi, genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori, stragi più o meno annunciate e attribuite a momenti di follia o ad un termine ormai inflazionato come la depressione. Spesso si sente dire che tutto questo dipende dalla mancanza di quei valori che dovrebbero guidarci e darci la giusta dimensione delle cose.
Ma se così fosse, come si può spiegare questa crisi di valori? E’ difficile definire un’epoca, soprattutto se è quella in cui stiamo vivendo. E’ difficile sostenere che sia priva di valori. Spesso si tende a dare risposte sbrigative e forse troppo semplicistiche del tipo “i soldi sono l’unico valore dei nostri giorni”.
Siamo continuamente scossi da notizie tragiche, suicidi, omicidi, genitori che uccidono i figli, figli che uccidono i genitori, stragi più o meno annunciate e attribuite a momenti di follia o ad un termine ormai inflazionato come la depressione. Spesso si sente dire che tutto questo dipende dalla mancanza di quei valori che dovrebbero guidarci e darci la giusta dimensione delle cose.
Ma se così fosse, come si può spiegare questa crisi di valori? E’ difficile definire un’epoca, soprattutto se è quella in cui stiamo vivendo. E’ difficile sostenere che sia priva di valori. Spesso si tende a dare risposte sbrigative e forse troppo semplicistiche del tipo “i soldi sono l’unico valore dei nostri giorni”.
Poi fuori dalle scuole sentiamo parlare i ragazzi e si scopre che in cima alle loro priorità ci sono la famiglia e gli amici, gli affetti insomma non la carriera, non il successo, non il denaro.Magari poi sono gli stessi ragazzini ad uccidere genitori, fratelli, amici, per i motivi più futili.
La poca libertà, uno sberleffo subito, un ostacolo che si frappone tra un ragazzo e il desiderio del momento diventano sufficienti a cancellare un’altra vita.
Magari proprio la vita di qualcuno che fino a poco prima era un punto di riferimento.
Leggiamo i sondaggi che ci dicono come molti genitori siano preoccupati dell’avvenire dei loro figli, delle prospettive che la società potrà offrire loro, ma allo stesso tempo sentiamo parlare di quegli stessi genitori che abusano dei figli, che stravolgono le loro vite, che non hanno tempo per fermarsi e chiedere loro “cosa pensi?”, o forse lo fanno, ma senza essere veramente interessati alla risposta che ricevono. Si ha l’impressione che quello che sfugge al nostro controllo e alla nostra comprensione crei un senso di disagio tale da diventare, in certi casi, insopportabile.
Ma perché si arriva a temere così tanto quello che non si riesce a capire e a spiegare?
E’ possibile che un problema, un’incomprensione, possano diventare un motivo sufficiente per cancellare la vita di una persona che ci è vicina? A dettare questi gesti estremi troviamo spesso un’incapacità di chi li compie ad affermare la propria individualità, il problema irrisolto della costituzione di un suo sé distinto da quello di chi lo circonda. Ognuno di noi, nel corso della sua vita, deve compiere un percorso che lo porta ad affrancarsi da una situazione di dipendenza, sia fisica che mentale, nei confronti di altri individui che sino a quel momento hanno svolto una funzione di punti di riferimento.
Figure che risultano essenziali per offrire un modello di comportamento a chi ancora non ha raggiunto una sua maturità psicologica, ma che devono essere superate in un normale percorso di crescita. Questo percorso passa inevitabilmente da periodi di crisi che corrispondono ai momenti più significativi di questa trasformazione, quando nuovi valori, nuove realtà, vengono piano piano a sostituire quelle che fino a quel momento erano state considerate delle certezze indiscutibili. Alle incertezze generate da questo processo di rinnovamento segue, nella maggior parte dei casi, la costituzione di una propria identità autonoma e indipendente che si basa su conoscenze sperimentate e verificate in prima persona e non più solo passivamente accettate. A volte però questo percorso non è così regolare e non arriva a compiersi in modo completo. Succede che, alla crisi dei valori che si condividevano con i propri punti di riferimento, non subentri la costituzione di un sé in grado di sostenersi autonomamente.
Ci si trova quindi ad aver perso le proprie certezze senza averne trovate di nuove, questo crea un forte disorientamento e porta all’impossibilità di percepire e definire con chiarezza le propria individualità.
Non potersi definire equivale a non esistere, la paura di perdere la propria identità spinge a temere e a sfuggire ogni elemento di disturbo che, mettendo in crisi dei valori già di per se stessi incerti, possa acuire il disagio generato dalle proprie incertezze. Ogni evento che mette in dubbio e destabilizza questa precaria percezione di sé, mette in dubbio e destabilizza la stessa esistenza dell’individuo. Eliminare delle figure che escono dagli schemi che abbiamo acquisito, disorientandoci e generando ulteriori tensioni, finisce per diventare l’unica soluzione che sembra permettere all’individuo di non essere annientato.
Quello che più sconcerta è notare come, in quasi tutti i casi, questo travaglio interiore nasca e si sviluppi nel più totale isolamento, senza che chi lo vive riesca a comunicarlo a chi gli sta attorno e senza che chi gli è vicino riesca a leggerne i sintomi finché non diventano tragicamente evidenti. La formazione e l’esistenza stessa del proprio sé vengono a torto vissute come esperienze assolutamente autonome, finalizzate ad imporre la propria personalità, non alla ricerca di un confronto. L’individualità, le proprie esigenze, i propri pensieri, finiscono per prendere il sopravvento su tutto quello che ci circonda. Ciascuno di noi non è più solo una persona, ma è quello che riesce a dimostrare di essere e questo ci carica di una forte responsabilità: rispondere di fronte a tutti delle nostre scelte e dell’indirizzo del nostro pensiero, ma difendere le proprie scelte è un’impresa insostenibile se non si può contare su delle certezze. Si finisce per muoversi su di un terreno molto simile alle sabbie mobili, più si tenta di uscirne più ci si trova intrappolati, senza appigli, in un nulla che non lascia alternative.
La poca libertà, uno sberleffo subito, un ostacolo che si frappone tra un ragazzo e il desiderio del momento diventano sufficienti a cancellare un’altra vita.
Magari proprio la vita di qualcuno che fino a poco prima era un punto di riferimento.
Leggiamo i sondaggi che ci dicono come molti genitori siano preoccupati dell’avvenire dei loro figli, delle prospettive che la società potrà offrire loro, ma allo stesso tempo sentiamo parlare di quegli stessi genitori che abusano dei figli, che stravolgono le loro vite, che non hanno tempo per fermarsi e chiedere loro “cosa pensi?”, o forse lo fanno, ma senza essere veramente interessati alla risposta che ricevono. Si ha l’impressione che quello che sfugge al nostro controllo e alla nostra comprensione crei un senso di disagio tale da diventare, in certi casi, insopportabile.
Ma perché si arriva a temere così tanto quello che non si riesce a capire e a spiegare?
E’ possibile che un problema, un’incomprensione, possano diventare un motivo sufficiente per cancellare la vita di una persona che ci è vicina? A dettare questi gesti estremi troviamo spesso un’incapacità di chi li compie ad affermare la propria individualità, il problema irrisolto della costituzione di un suo sé distinto da quello di chi lo circonda. Ognuno di noi, nel corso della sua vita, deve compiere un percorso che lo porta ad affrancarsi da una situazione di dipendenza, sia fisica che mentale, nei confronti di altri individui che sino a quel momento hanno svolto una funzione di punti di riferimento.
Figure che risultano essenziali per offrire un modello di comportamento a chi ancora non ha raggiunto una sua maturità psicologica, ma che devono essere superate in un normale percorso di crescita. Questo percorso passa inevitabilmente da periodi di crisi che corrispondono ai momenti più significativi di questa trasformazione, quando nuovi valori, nuove realtà, vengono piano piano a sostituire quelle che fino a quel momento erano state considerate delle certezze indiscutibili. Alle incertezze generate da questo processo di rinnovamento segue, nella maggior parte dei casi, la costituzione di una propria identità autonoma e indipendente che si basa su conoscenze sperimentate e verificate in prima persona e non più solo passivamente accettate. A volte però questo percorso non è così regolare e non arriva a compiersi in modo completo. Succede che, alla crisi dei valori che si condividevano con i propri punti di riferimento, non subentri la costituzione di un sé in grado di sostenersi autonomamente.
Ci si trova quindi ad aver perso le proprie certezze senza averne trovate di nuove, questo crea un forte disorientamento e porta all’impossibilità di percepire e definire con chiarezza le propria individualità.
Non potersi definire equivale a non esistere, la paura di perdere la propria identità spinge a temere e a sfuggire ogni elemento di disturbo che, mettendo in crisi dei valori già di per se stessi incerti, possa acuire il disagio generato dalle proprie incertezze. Ogni evento che mette in dubbio e destabilizza questa precaria percezione di sé, mette in dubbio e destabilizza la stessa esistenza dell’individuo. Eliminare delle figure che escono dagli schemi che abbiamo acquisito, disorientandoci e generando ulteriori tensioni, finisce per diventare l’unica soluzione che sembra permettere all’individuo di non essere annientato.
Quello che più sconcerta è notare come, in quasi tutti i casi, questo travaglio interiore nasca e si sviluppi nel più totale isolamento, senza che chi lo vive riesca a comunicarlo a chi gli sta attorno e senza che chi gli è vicino riesca a leggerne i sintomi finché non diventano tragicamente evidenti. La formazione e l’esistenza stessa del proprio sé vengono a torto vissute come esperienze assolutamente autonome, finalizzate ad imporre la propria personalità, non alla ricerca di un confronto. L’individualità, le proprie esigenze, i propri pensieri, finiscono per prendere il sopravvento su tutto quello che ci circonda. Ciascuno di noi non è più solo una persona, ma è quello che riesce a dimostrare di essere e questo ci carica di una forte responsabilità: rispondere di fronte a tutti delle nostre scelte e dell’indirizzo del nostro pensiero, ma difendere le proprie scelte è un’impresa insostenibile se non si può contare su delle certezze. Si finisce per muoversi su di un terreno molto simile alle sabbie mobili, più si tenta di uscirne più ci si trova intrappolati, senza appigli, in un nulla che non lascia alternative.
labulla
domenica 4 novembre 2007
mercoledì 31 ottobre 2007
Allouin
Basta. Quando capisci di stare invecchiando è proprio brutto. E te ne accorgi perchè quelli più piccoli di te iniziano a chiamarti "signore", o a darti del lei, o semplicemente perchè inizia a esistere
qualcuno più piccolo di te...E va bene. Passano le mode, cambia il mondo, ci si ritrova comunque...Ma Halloween no. Proprio non riesco a sopportarlo. Mi sta antipatico. Mi sento un vecchio di ottant'anni che rompe le palle per niente, ma halloween proprio non mi va a genio...Ora, va bene che nel 4000 a.C. era una festa europea, ma poi ha passato l'oceano, e li è rimasta fino al 2000 d.C, dove ha pensato bene di ritornare, ma con l'accento very english...va bene che le zucche per farci le streghe e i mostri le facevamo anche noi, e non si chiamava Jack o'Lantern ma semplicemente gli Zozzi o i Crepis o un nome nuovo per ogni regione...Però basta. Io ero così contento del carnevale. E invece mi ritrovo bimbi vestiti in modo lugubre pure a novembre, che già sono un po' depresso di mio...E dire che dalle mie parti c'erano i magnin...gli spazzacamini dels ecolo scorso, tutti neri che si facevano dare le caramelle...un po uguale ad Halloween, solo che potevi vestirti come un barbone e restare sporco per tutto il giorno...
Halloween...
qualcuno più piccolo di te...E va bene. Passano le mode, cambia il mondo, ci si ritrova comunque...Ma Halloween no. Proprio non riesco a sopportarlo. Mi sta antipatico. Mi sento un vecchio di ottant'anni che rompe le palle per niente, ma halloween proprio non mi va a genio...Ora, va bene che nel 4000 a.C. era una festa europea, ma poi ha passato l'oceano, e li è rimasta fino al 2000 d.C, dove ha pensato bene di ritornare, ma con l'accento very english...va bene che le zucche per farci le streghe e i mostri le facevamo anche noi, e non si chiamava Jack o'Lantern ma semplicemente gli Zozzi o i Crepis o un nome nuovo per ogni regione...Però basta. Io ero così contento del carnevale. E invece mi ritrovo bimbi vestiti in modo lugubre pure a novembre, che già sono un po' depresso di mio...E dire che dalle mie parti c'erano i magnin...gli spazzacamini dels ecolo scorso, tutti neri che si facevano dare le caramelle...un po uguale ad Halloween, solo che potevi vestirti come un barbone e restare sporco per tutto il giorno...
Halloween...
domenica 28 ottobre 2007
Il bagno e le nuove forme d'arte
Pazzesco. Pazzesco che mi sia tornata la voglia di scrivere proprio per una cosa così. Ma tant'è. Giro tranquillamente per il web, navigo, insomma, e mi ritrovo su siti tipo myspace. Lo conoscete, no, ne parlano tutti. L'ultima chicca di Murdock e nessuno lo sa. Una comunity (una parola tanto bella quanto vuota, direi) globale, nata soprattutto per i gruppi musicali ma anche per gli utenti che abbiano voglia di farsi amici, mostrare la loro vita, mettere i sogni in digitale e transferirli là, nel mondo che non c'è, sperando di svoltare l'angolo e trovare l'agognato successo, i quindici minuti di celebrità. Il regno, certo è soprattutto degli adolescenti, e delle mini pseudopunkettare che va tanto di moda in questi anni fine 2000, che dieci anni fa nessuno ti avrebbe preso sul serio. Ma lo stile ormai c'è, grazie anche a Emily the Strange e compagne che hanno messo su un bel businness. E allora via a Teschietti, Avril lavigne, Converse All Star, gonnelline e felpine a puntini, scarpette a quadretti, frangetta, contorno occhi di un centimetro e facce (naturalmente) incazzate.
Ora, che il broncio ci stia è comprensibile. Che ci sia per esigenze fotografiche, un po' meno.
Dulcis in fundo, eccolo là. Il bagno. Il nuovo palcoscenico in cui le nuove ragazzine studiano e sfruttano l'arte e colorano, pitturano, si vestono da bamboline morte, resuscitando quel tocco di burlesque e post punk, si rovesciano su boccetti colorati, coperte di perle e siringhe, tracciano cuori infranti col rossetto sugli specchi, riempiono i buchi dentro con l'arte delle magliette di hello kitty, e Jim morrison nella sua foto più famosa si erge a simbolo di una nuova generazione e si guarda intorno, perso, su mille magliette uguali, su mille ragazzine uguali con la frangetta un po' troppo lunga, il broncio, il trucco pesante, le farfalline tra i capelli, e quell'essere dannatamente sexy. La nuova arte delle foto fatte con l'autoscatto, da sopra, con gli occhioni belli, e la prospettiva migliore. E magari, su un buon sito con una bella descrizione, anche con i quindici minuti di celebrità.
giovedì 4 ottobre 2007
Octobeer...
Torna Ottobre, la televisione rimette qualche programma decente, torna la mia depressione autunnale, tornano le felpe. Ma ogni tanto riesco ancora ad andare a farmi una corsa, ho un cagnolino piccolo che crece in fretta, e ho degli amici in gamba. Che sanno aiutare quando c'è bisogno. E io a volte mi dimentico, ma ogni volta mi dico "questa è l'ultima volta che dimentico".
Be', questa è l'ultima volta che dimentico.
Be', questa è l'ultima volta che dimentico.
giovedì 27 settembre 2007
Serata Doc
Adoro la serata Doc di italia uno.
Fino a qualche settimana fa c'era una puntata di dottor House (una non basta per gustarlo davvero), due puntate di Grey's Anatomy (dove un po' tutti noi ci ritroviamo, e siamo questi poveri disperati innamorati sempre a caso e di chiunque sia altrove) e poi quel Saved che mi pare di aver visto una volta, ma metter su cose sui paramedici è sempre difficile. Martin Scorsese aveva girato "Al di là della vita" e questo telefilm riprende il verso, il tormento, e le idee. Sono buoni per il contorno, i paramedici, e E.R. ce l'aveva già fatto capire, così come Third Watch. Ma in entrambi i telefilm, se notate, alla fine li hanno tolti di mezzo. Quindi, a conti fatti, questo Saved è carino, ha una colonna sonora da urlo (puro e totale indie Rock) ma forse ha bisogno di crescere. E io non ho avuto voglia di vederlo crescere a mezzanotte, quindi l'ho evitato. Anche perchè, dopo i tredici episodi della prima stagione, tutti sono andati a casa. Niente seconda stagione.
La triste storia dei telefilm...
Chi si ricorderà di Saved? Forse una speranza potevano dargliela, ma in anni di businness economico non ci sono speranze neanche per i prodotti buoni. Mi viene in mente "Firefly", se qualcuno lo conosce. Uno splendido telefilm di fantascienza creato dal creatore di "Buffy" ed "Angel" che vanta solamente 15 episodi, cui si è aggiunto, per fortuna, un Film sul grande schermo dal nome "Serenity". Bello. Un bel telefilm con una storia che permetteva grandi spazi narrativi, ed un cast di una certa levatura...Facce sconosciute per la maggior parte, ma davvero in gamba. C'è Nathan Fillion, che detto così non si sa chi sia, ma ha la faccia giusta dell'eroe antieroe, ed è apparso in un sacco di telefilm, da Buffy a Lost a Desperate Housewifes...C'è Adam Baldwin, che non è un fratello ciccia-Baldwin ma lui sì che è apparso ovunque..e poi c'è Summer Glau, che faceva la ballerina e ora picchia forte nelle Cronache di Sara Connor...
ma vabbè, chissenefrega....Fatemi i complimenti che so tante cose...
Cmq, i telefilm certe volte nascono proprio sfigati...Mi vengono in mente True Calling, Dark Angel, Afterlife, Enterprise o quella serie dell'83, "Manimal"? Un tizio che si traformava in una serie di animali...avranno fatto 10 puntate sì e no, e poi il nulla...credo che il tizio sia ancora trasformato in pollo....
Cmq, torniamo a noi... Avete visto Dottor House ieri sera?
Fino a qualche settimana fa c'era una puntata di dottor House (una non basta per gustarlo davvero), due puntate di Grey's Anatomy (dove un po' tutti noi ci ritroviamo, e siamo questi poveri disperati innamorati sempre a caso e di chiunque sia altrove) e poi quel Saved che mi pare di aver visto una volta, ma metter su cose sui paramedici è sempre difficile. Martin Scorsese aveva girato "Al di là della vita" e questo telefilm riprende il verso, il tormento, e le idee. Sono buoni per il contorno, i paramedici, e E.R. ce l'aveva già fatto capire, così come Third Watch. Ma in entrambi i telefilm, se notate, alla fine li hanno tolti di mezzo. Quindi, a conti fatti, questo Saved è carino, ha una colonna sonora da urlo (puro e totale indie Rock) ma forse ha bisogno di crescere. E io non ho avuto voglia di vederlo crescere a mezzanotte, quindi l'ho evitato. Anche perchè, dopo i tredici episodi della prima stagione, tutti sono andati a casa. Niente seconda stagione.
La triste storia dei telefilm...
Chi si ricorderà di Saved? Forse una speranza potevano dargliela, ma in anni di businness economico non ci sono speranze neanche per i prodotti buoni. Mi viene in mente "Firefly", se qualcuno lo conosce. Uno splendido telefilm di fantascienza creato dal creatore di "Buffy" ed "Angel" che vanta solamente 15 episodi, cui si è aggiunto, per fortuna, un Film sul grande schermo dal nome "Serenity". Bello. Un bel telefilm con una storia che permetteva grandi spazi narrativi, ed un cast di una certa levatura...Facce sconosciute per la maggior parte, ma davvero in gamba. C'è Nathan Fillion, che detto così non si sa chi sia, ma ha la faccia giusta dell'eroe antieroe, ed è apparso in un sacco di telefilm, da Buffy a Lost a Desperate Housewifes...C'è Adam Baldwin, che non è un fratello ciccia-Baldwin ma lui sì che è apparso ovunque..e poi c'è Summer Glau, che faceva la ballerina e ora picchia forte nelle Cronache di Sara Connor...
ma vabbè, chissenefrega....Fatemi i complimenti che so tante cose...
Cmq, i telefilm certe volte nascono proprio sfigati...Mi vengono in mente True Calling, Dark Angel, Afterlife, Enterprise o quella serie dell'83, "Manimal"? Un tizio che si traformava in una serie di animali...avranno fatto 10 puntate sì e no, e poi il nulla...credo che il tizio sia ancora trasformato in pollo....
Cmq, torniamo a noi... Avete visto Dottor House ieri sera?
Che Puntata strana...
Se non l'avete vista, la riassumo. Per la prima volta in tre anni di puntate di House, il super dottore non si trova a contatto con una patologia fisica irriconoscibile. House è famoso proprio perchè fa il detective, cerca gli indizi e ha le intuizioni, e risolve il mistero. House è burbero, e incapace di socializzare. Usa il sarcasmo come arma, e tiene tutti distanti. Questo forse perchè crede di essere più forte, o forse pensa, credo io, di essere uno che fa male alle persone, e crede di salvarle, tenendole lontano. Come se fosse l'unico in grado di portare un peso così grande e allora se ne facesse carico. Come se quello fosse il suo destino. Il bello di House, comunque, è che è fatto bene, e ognuno ci vede quello che vuole. Gli altri dottori, più emotivi, in fin dei conti sono visti come più fragili...la dottoressa Cameron è eccessivamente empatica, e non riesce a non amare tutti i suoi pazienti, ed a piangere per le loro morti. L'amico di House, il dottor Wilson, è un oncologo, quindi non può evitare di trattare i pazienti con sensibilità...visto che sa che la maggior parte moriranno.
Ieri, dicevo, niente. Nessuna patologia. Solo una ragazza (bella). Una ragazza che è stata stuprata. Che decide di parlare solo con House. E non certo perchè lui sia buono con lei. Ma forse proprio questo la spinge a fidarsi di lui. La mancanza di ipocrisia. Il fatto che lui non cerchi di confortarla, ma anzi il contrario, e non voglia neanche parlare con lei. Lì per lì mi sono detto, che schifo, e che puntata inutile...Poi, è saltato fuori il furetto delle idee balzane...
Se non l'avete vista, la riassumo. Per la prima volta in tre anni di puntate di House, il super dottore non si trova a contatto con una patologia fisica irriconoscibile. House è famoso proprio perchè fa il detective, cerca gli indizi e ha le intuizioni, e risolve il mistero. House è burbero, e incapace di socializzare. Usa il sarcasmo come arma, e tiene tutti distanti. Questo forse perchè crede di essere più forte, o forse pensa, credo io, di essere uno che fa male alle persone, e crede di salvarle, tenendole lontano. Come se fosse l'unico in grado di portare un peso così grande e allora se ne facesse carico. Come se quello fosse il suo destino. Il bello di House, comunque, è che è fatto bene, e ognuno ci vede quello che vuole. Gli altri dottori, più emotivi, in fin dei conti sono visti come più fragili...la dottoressa Cameron è eccessivamente empatica, e non riesce a non amare tutti i suoi pazienti, ed a piangere per le loro morti. L'amico di House, il dottor Wilson, è un oncologo, quindi non può evitare di trattare i pazienti con sensibilità...visto che sa che la maggior parte moriranno.
Ieri, dicevo, niente. Nessuna patologia. Solo una ragazza (bella). Una ragazza che è stata stuprata. Che decide di parlare solo con House. E non certo perchè lui sia buono con lei. Ma forse proprio questo la spinge a fidarsi di lui. La mancanza di ipocrisia. Il fatto che lui non cerchi di confortarla, ma anzi il contrario, e non voglia neanche parlare con lei. Lì per lì mi sono detto, che schifo, e che puntata inutile...Poi, è saltato fuori il furetto delle idee balzane...
Stamattina, mi sono svegliato pensando che era stata invece una bella puntata. Una puntata straordinaria. E che i produttori e gli sceneggiatori o chissà chi si occupi di ciò, avevano dato un chiaro segnale di che cosa intendevano per cura, per malattia, per anima e corpo. La patologia c'era eccome, ed era anche e forse ben più misteriosa di tante altre. Era una patologia psicologica, non fisica. E mentre House continuava a sottolinearle che lei stava bene fisicamente e non aveva bisogno di lui, lei confermava il contrario...E attraverso la parola, attraverso un setting che non era quello ospedaliero, non clinico, ma un luogo a parte, un cambio di ambiente e di panni medico-paziente, i due si ritrovano a condividere paure, ed esperienze. Due tra pari, che, anche selvaggiamente, si esprimono arrivando al profondo di sè. E House, il burbero dottore che non lascia entrare nessuno, si concede un briciolo di umanità, mette da parte il sarcasmo, mette da parte il bastone, la sua diversità, e si accosta alla ragazza, che ora è abbastanza forte da concedersi il lusso di parlare del proprio stupro. Ecco la patologia nascosta, e l'inizio della cura. E quando House, alla fine, commenta coi colleghi di non aver migliorato nulla, e di aver solamente fatto piangere una ragazza, si sbaglia. Il mondo sarà brutto uguale, ma House ha iniziato una terapia comune con questa ragazza. Piangere non è sembre negativo, se si ha bisogno di farlo.
In un episodio anomalo, emerge l'idea della cura, non solamente come cura del corpo. House, brillante dottore del corpo, cresce come uomo, e, senza accorgersene, dimostra di poter essere un dottore della Persona intera, oltrepassando Cartesio e le sue divisioni, mostrando una via che potrebbe, anzi dovrebbe, essere la normalità per ogni medico, che cura il corpo, e salva la mente.
Ok, sono andato un po' fuori tema, ma va bene. Applausi...
domenica 23 settembre 2007
Si ricomincia
E' sempre brutto ricominciare...O forse no.
Ricominciare a rivedere persone care, ricominciare a mangiare fuori e male, a dormire poco, a sentirsi a rischio di estinzione. ad alzarsi dal letto senza sapere bene da che parte scendere, ad aprire il frigo e trovarlo vuoto, a dimenticarsi di comprare la carta igienica.
Ricominciare a sperare, a prendere appunti che magari nella vita non ci serviranno mai, o forse chi lo sa...
Ricominciare a vedere le facce di sempre...che belle che sono...
martedì 11 settembre 2007
Mi hanno rotto
Tutti quei tipi che raccontano balle, che mettono bombe, che ammazzano e fanno ammazzare e che non fanno niente, che parlano, si scusano, posano, sorridono, mangiano, vivono, spendono e non fanno nient'altro. Mi ha rotto quel tipo infoiato che sei anni fa ha fatto cadere gli aerei e le torri, mi hanno rotto tutti quelli che ci sono invischiati e fanno finta di essere i buoni. Mi ha rotto un sistema che non funziona. Mi hanno rotto, lasciateci in pace, lasciateci tutti in pace. Vaffanculo!
Non è mica più lo stesso mondo di prima
Passano gli anni, e le persone che ci hanno accompagnati fin qui, d'un tratto, restano solo più nei nostri ricordi. Noi restiamo, e quello che possiamo fare è ricordarli. e allora ecco un post veloce, per non dimenticarli.
Gigi. Gigi ci ha lasciato. Così, di colpo. Non ero molto affezionato a te, perchè mi sembrava che te la tirassi un po' troppo, ma dopotutto eri in gamba. Sei stato un po' il primo, il papà degli imitatori televisivi. in fondo, ognuno ha preso qualcosa da te, per le proprie imitazioni. E bravo lo eri. Sicuramente.
Big Luciano. magari di persona eri un po' balordo, magari evadevi il fisco, magari eri un menagramo, ma comunque, in qualunque caso, tu sei Big Luciano. Non ti si può essere indifferenti. Eri un tipo. Avevi stile. Senza dubbio. Quando cantavi le canzoni pop con gli artisti pop al pavarotti and friends mi sembrava semopre che tu cantassi a caso, come se stessi ascoltando un'altra canzone. Ma in fin dei conti non c'ho mai capito niente, io. Ho poco da parlare. Mi ricordo quel "Certe notti" cantato con Lucianino Ligabue che mi mette i brividi ancora oggi, che cantavi "certe notti sei solo più ingordo, più allegro, più ingenuo e coglione che puoi". Vai così Luciano, Per sempre nei nostri cuori.
Eddie. Eddie. Eddie. Il guerriero. "La Raza". Sono cresciuto a suon di botte con il wrestilng casalingo con un mio amico (alla faccia del "voi non fatelo a casa") e con te alla tv che sistemavi le cose. Era tutto un gioco, tutta una truffa, ma a me mi stavi simpatico. Viva Eddie Guerrero.
Gigi. Gigi ci ha lasciato. Così, di colpo. Non ero molto affezionato a te, perchè mi sembrava che te la tirassi un po' troppo, ma dopotutto eri in gamba. Sei stato un po' il primo, il papà degli imitatori televisivi. in fondo, ognuno ha preso qualcosa da te, per le proprie imitazioni. E bravo lo eri. Sicuramente.
Big Luciano. magari di persona eri un po' balordo, magari evadevi il fisco, magari eri un menagramo, ma comunque, in qualunque caso, tu sei Big Luciano. Non ti si può essere indifferenti. Eri un tipo. Avevi stile. Senza dubbio. Quando cantavi le canzoni pop con gli artisti pop al pavarotti and friends mi sembrava semopre che tu cantassi a caso, come se stessi ascoltando un'altra canzone. Ma in fin dei conti non c'ho mai capito niente, io. Ho poco da parlare. Mi ricordo quel "Certe notti" cantato con Lucianino Ligabue che mi mette i brividi ancora oggi, che cantavi "certe notti sei solo più ingordo, più allegro, più ingenuo e coglione che puoi". Vai così Luciano, Per sempre nei nostri cuori.
Eddie. Eddie. Eddie. Il guerriero. "La Raza". Sono cresciuto a suon di botte con il wrestilng casalingo con un mio amico (alla faccia del "voi non fatelo a casa") e con te alla tv che sistemavi le cose. Era tutto un gioco, tutta una truffa, ma a me mi stavi simpatico. Viva Eddie Guerrero.Per fortuna, qualcuno rimane, e possiamo stare tranquilli ancora per un po'.
Il botulinico Sly. Grazie di esistere.

Il "colpo grosso" Big Umberto
Britney. Ti voglio. Pelata. Cicciona. Senza mutande.
...Adorabile...
Su questo qui non dico nulla, va...
Pezzali, sei il mio modello. Mi piacciono le tue canzoni sempre diverse l'una dall'altra, i tuoi testi sempre maturi, che parlano di vita adulta, di scelte importanti, di titoli che hanno guidato una generazione (ad es: "S'inkazza"). Non Cambiare mai, Max.

Il "colpo grosso" Big Umberto
Britney. Ti voglio. Pelata. Cicciona. Senza mutande....Adorabile...
Su questo qui non dico nulla, va...
Pezzali, sei il mio modello. Mi piacciono le tue canzoni sempre diverse l'una dall'altra, i tuoi testi sempre maturi, che parlano di vita adulta, di scelte importanti, di titoli che hanno guidato una generazione (ad es: "S'inkazza"). Non Cambiare mai, Max.domenica 2 settembre 2007
Fuochi d'artificio
Ieri ho visto i fuochi d'artificio.
Mi è tornato in mente quella battuta, non so se la conoscete.
Sapete come riconoscere uno psicologo?
Bene, se in una stanza entra una bella ragazza, lo psicologo è l'unico che invece di guardare lei, guarda gli altri che guardano lei.
Così, vi dicevo, ho visto i fuochi.

Eravamo tutti lì col naso all'insù, così, mi sono detto, per una volta, invece di guardare i fuochi, guardiamo la gente che guarda i fuochi (la psicologia mi ha rovinato).
Grandi e piccini, maschietti e femminuccie, tutti stretti nel guardare lo spettacolo pirotecnico.
Il fatto è la magia che ci sta dietro, è quel tornare un po' bambini nello stupirsi dei colori.
Io non ho memoria per le scenografie, se erano più belli questi o l'hanno scorso, una cosa o l'altra.
Però posso capire coloro che finiscono, almeno un briciolo per lasciarsi andare, per tornare un po' bambini e spaventarsi di quei fuochi che esplodono e diventano grandi grandi e sembrano venirti addosso. Da bambino tremavo, mi facevano paura. E stringevo forte la mano al mio papà.
Ora non tremo più.
Però a volte ci provo, mi impegno, e mi sembra quasi che, un pochino, tornino a venirmi addosso. Se sono in serata sento ancora un brividino di paura, e allora, quando mi capita, sorrido.
Perchè ho la prova che, per fortuna, non è cambiato niente.
Mi è tornato in mente quella battuta, non so se la conoscete.
Sapete come riconoscere uno psicologo?
Bene, se in una stanza entra una bella ragazza, lo psicologo è l'unico che invece di guardare lei, guarda gli altri che guardano lei.
Così, vi dicevo, ho visto i fuochi.

Eravamo tutti lì col naso all'insù, così, mi sono detto, per una volta, invece di guardare i fuochi, guardiamo la gente che guarda i fuochi (la psicologia mi ha rovinato).
Grandi e piccini, maschietti e femminuccie, tutti stretti nel guardare lo spettacolo pirotecnico.
Il fatto è la magia che ci sta dietro, è quel tornare un po' bambini nello stupirsi dei colori.
Io non ho memoria per le scenografie, se erano più belli questi o l'hanno scorso, una cosa o l'altra.
Però posso capire coloro che finiscono, almeno un briciolo per lasciarsi andare, per tornare un po' bambini e spaventarsi di quei fuochi che esplodono e diventano grandi grandi e sembrano venirti addosso. Da bambino tremavo, mi facevano paura. E stringevo forte la mano al mio papà.
Ora non tremo più.
Però a volte ci provo, mi impegno, e mi sembra quasi che, un pochino, tornino a venirmi addosso. Se sono in serata sento ancora un brividino di paura, e allora, quando mi capita, sorrido.
Perchè ho la prova che, per fortuna, non è cambiato niente.
Nell'ultimo mese
Nell'ultimo mese ho vissuto parecchio, ho girato parecchio, mi sono sbucciato patate, carote, cipolle e ginocchia parecchie volte. Mi sono posto domande importanti, la prima, su Avril Lavigne, l'avete letta. ora ecco le altre:
- Che differenza c'è tra Jogging e Footing?
Non mi ero mai posto il problema, anche perchè ho sempre considerato quelli che andavano a correre come degli idioti. Avevo provato qualche volta in passato, ma niente.
Poi Pantani è morto, tutti gli altri in vita sono dopati, e io ho appeso la bicicletta al chiodo. Così, ho iniziato a correre.
Musica nelle orecchie, bottiglietta d'acqua, la solita strada 3 km all'andata e 3 al ritorno, che da qui dove abito più che nei campi non puoi andare.- Che differenza c'è tra Jogging e Footing?
Non mi ero mai posto il problema, anche perchè ho sempre considerato quelli che andavano a correre come degli idioti. Avevo provato qualche volta in passato, ma niente.
Poi Pantani è morto, tutti gli altri in vita sono dopati, e io ho appeso la bicicletta al chiodo. Così, ho iniziato a correre.
E ho iniziato a capire.
Non si corre per dimagrire, per passione, per tutti i cantaggi al cuore ai polmoni ai muscoli e alle ossa.
Si corre perchè si raggiunge un'altra dimensione, perchè ti ritrovi da solo ad andare avanti, a percorrere la strada passo dopo passo, a decidere l'andatura, a sfidarti quel tanto che basta per non mollare.
Insomma, l'avete capito. Mi ci sono ritrovato.
E allora mi è sorta la domanda sopra citata. Che differenza c'è? Apparentemente nessuna.
La fida Wikipedia mi riporta che "Il Jogging è un'attività sportiva principalmente amatoriale costituita dalla corsa leggera e prolungata con ritmi vari, effettuata principalmente in parchi pubblici. Il termine deriva dall'inglese to jog, letteralmente «procedere a scatti»."
Mentre il Footing è una "Corsa su strada in forma generica"
Ricordate solo che camminare in modo sostenuto fa dimagrire maggiormente rispetto al correre.
mercoledì 25 luglio 2007
Ei fu siccome immobile
Dato il mortal sospiro del sottoscritto dopo oggi, dopo tutto, dopo quello che è e quello che è rimasto. Poche cose ho da dire:
1) DeSica, a me comprami il gelato che la Maxi Tim non mi interessa.
2) Anche quando sono a casa non mi sento più a casa.
3) Rabbia, stupore, la parte, l'attore, dottore, che sintomi ha la felicità?
4) Non so se Harrison Ford alla fine fosse un replicante o meno, ma di sicuro Rudger Hauer era magnifico.

4) Se mi abbronzo, schiarisco. Diventerò fucsia.
5) Se mi sbronzo, mi stupisco. Ma capisco.
6) Il primo a parlare di "identificazione con l'aggressore" fu Ferenczi e non quella Anna Freud, che però intanto si è beccata la gloria.
7) Forse amo l'acqua perchè mi piaceva stare nell'utero.
8) Ho preso un abbaglio ma forse non lo era.
9) Ho seguito il bianconiglio e ho trovato il paese delle meraviglie. Non è così lontano da qui. E si sta benissimo.
10) Humphrey Borgart aveva classe.

11) Antonella, tieni botta e porta sempre a casa la pagnotta!
12) I Modelli Operativi Interni Dissociati sono una genialata.
13) Credo che l'idromassaggio faccia le bolle profumate e si stia in pace, e il cuore batta forte.
14) La musica, la musica, la musica.
Auguro buone vacanze ai buoni, ai cattivi, ai destrimani e ai mancini.
1) DeSica, a me comprami il gelato che la Maxi Tim non mi interessa.
2) Anche quando sono a casa non mi sento più a casa.
3) Rabbia, stupore, la parte, l'attore, dottore, che sintomi ha la felicità?
4) Non so se Harrison Ford alla fine fosse un replicante o meno, ma di sicuro Rudger Hauer era magnifico.

4) Se mi abbronzo, schiarisco. Diventerò fucsia.
5) Se mi sbronzo, mi stupisco. Ma capisco.
6) Il primo a parlare di "identificazione con l'aggressore" fu Ferenczi e non quella Anna Freud, che però intanto si è beccata la gloria.
7) Forse amo l'acqua perchè mi piaceva stare nell'utero.
8) Ho preso un abbaglio ma forse non lo era.
9) Ho seguito il bianconiglio e ho trovato il paese delle meraviglie. Non è così lontano da qui. E si sta benissimo.
10) Humphrey Borgart aveva classe.

11) Antonella, tieni botta e porta sempre a casa la pagnotta!
12) I Modelli Operativi Interni Dissociati sono una genialata.
13) Credo che l'idromassaggio faccia le bolle profumate e si stia in pace, e il cuore batta forte.
14) La musica, la musica, la musica.
Auguro buone vacanze ai buoni, ai cattivi, ai destrimani e ai mancini.
lunedì 16 luglio 2007
Vogliamo ricordarlo così...
Allegro, spensierato, con la faccia paciosa da barbone e gli appuntamenti fissi dal gastroenterologo. Con la pancetta atletica da teutonico. Lo sguardo vitreo nei momenti migliori.
Il "pube de oro" del calcio di periferia.
Il compagnone dei momenti migliori. E soprattutto dei peggiori.
Quello sempre scomodo.
Il Peter Pan futurista.
Vogliamo ricordarlo così, anche oggi che è invecchiato.
Auguri al nostro Neil Cassidy.
Allegro, spensierato, con la faccia paciosa da barbone e gli appuntamenti fissi dal gastroenterologo. Con la pancetta atletica da teutonico. Lo sguardo vitreo nei momenti migliori.
Il "pube de oro" del calcio di periferia.
Il compagnone dei momenti migliori. E soprattutto dei peggiori.
Quello sempre scomodo.
Il Peter Pan futurista.
Vogliamo ricordarlo così, anche oggi che è invecchiato.
Auguri al nostro Neil Cassidy.
Momenti con i denti

Ci sono quei giorni che si allontanano dalla routine quotidiana, che ti permettono di fare esperienze nuove, conoscere persone fresche, e finire in situazioni che a pensarci ti viene la solita frase: "ma come accidenti ci sono finito così?". Accade che ti sembra di aver vissuto cent'anni, in quei giorni, di non aver mai dormito, ma di aver combattuto, comunque, per qualcosa di bello. Per la libertà, il re, la regina, il popolo, e che sia tutto inventato poco importa, perchè è quella finzione così evidente che non ti puoi sbagliare, e questo ti da sicurezza. Non è come la vita: li sai chi vince, alla fine, sai che qualcosa succederà.
cos'altro dire...
Comunque e sempre:
SANS DESPARTIR
Comunque e sempre:
SANS DESPARTIR
lunedì 2 luglio 2007
Io morirei...di Plagio Anont'ammazzi

No, non è vero.
Io, un drago esperto e di tutto rispetto, con la mia bella pelle viola e la cresta rossiccia e l'impianto di capelli che mi conferisce l'aria da intellettuale, non posso, assolutamente permettere di tacere di fronte all'impossibilità di chiarire un concetto chiarissimo.
Proverò, sebbene forse, i non amici di psicologia potrebbero trovare astruso il concetto.
Proverò comunque ad essere il più esaustivo possibile...
Ok, il concetto cardine del mio pensiero è il seguente:
NO, NON E' VERO, NON ASSOMIGLIO PER NIENTE A BIAGIO ANTONACCI.
Fine del concetto!!
Memoria semantica, episodica, albasica o semplicemente bella
Ci sono dei giorni che restano indimenticabili.
Scolpiti, lì, nella memoria. (Se fossi psicologo direi memoria episodica, ma non solo quella)
e non perchè succedano cose straordinarie, fantastiche, da cinema.
Spesso, semplicemente perchè mi trovo esattamente dove vorrei essere, e fare esattamente ciò che voglio fare.
Che poi sia tenere in mano un accetta in campagna, magari col tuo amico davanti, col collo bene in vista, o suonare una chitarra su un palcoscenico con altri pazzi come te a cui vuoi bene, anche se nessuno ti ascolta; o quando ti ritrovi a rotolare sulla moquette, e hai quell'odore buono di cose semplici tra le mani; o ancora quando ti trovi davanti al pc a scrivere quello che vuoi scrivere, anche se forse non ha alcuna importanza, o sai che magari nel mondo ci sarà solo una persona che verrà a leggere; o quando cammini e il sole scende, e ti sembra di avere portato a casa la pagnotta, di essere il protagonista fortunato di un bel telefilm dove il sorriso è sempre dietro l'angolo.
Ecco, è per momenti così che sono qui. Scomodo, insonne, affamato.
Ma soprattutto vivo.
Scolpiti, lì, nella memoria. (Se fossi psicologo direi memoria episodica, ma non solo quella)
e non perchè succedano cose straordinarie, fantastiche, da cinema.
Spesso, semplicemente perchè mi trovo esattamente dove vorrei essere, e fare esattamente ciò che voglio fare.
Che poi sia tenere in mano un accetta in campagna, magari col tuo amico davanti, col collo bene in vista, o suonare una chitarra su un palcoscenico con altri pazzi come te a cui vuoi bene, anche se nessuno ti ascolta; o quando ti ritrovi a rotolare sulla moquette, e hai quell'odore buono di cose semplici tra le mani; o ancora quando ti trovi davanti al pc a scrivere quello che vuoi scrivere, anche se forse non ha alcuna importanza, o sai che magari nel mondo ci sarà solo una persona che verrà a leggere; o quando cammini e il sole scende, e ti sembra di avere portato a casa la pagnotta, di essere il protagonista fortunato di un bel telefilm dove il sorriso è sempre dietro l'angolo.
Ecco, è per momenti così che sono qui. Scomodo, insonne, affamato.
Ma soprattutto vivo.
mercoledì 27 giugno 2007
E i pini facevano le fragole...
Mentre mi sciroppo alcuni testi di psicologia e non, mi faccio qualche bagno e mi dimentico di aggiornare il blog, ecco che faccio un bel sogno dove i pini fanno le fragole, e io so che è strano, e lo dico a tutti, e tutti mi rispondono che invece è normale che i pini facciano le fragole. E intanto io raccolgo fragole ovunque, e in tutte le città ci sono tanti pini e montagne di fragole e nessuno le raccoglie perchè è normale che ci siano...
Fantastico...
Potrei parlare di processo primario e secondario, di pensiero post operatorio formale, di Winnicott e il suo concetto di creatività. Ma in fin dei conti sono solo psicologismi, e non ne so proprio nulla. Posso solo dire che a volte dimentico quanto un pensiero creativo possa accendere la fantasia, come la luce in una stanza buia.
Qundi, non posso che ripetermi:
Fantastico.
Fantastico...
Potrei parlare di processo primario e secondario, di pensiero post operatorio formale, di Winnicott e il suo concetto di creatività. Ma in fin dei conti sono solo psicologismi, e non ne so proprio nulla. Posso solo dire che a volte dimentico quanto un pensiero creativo possa accendere la fantasia, come la luce in una stanza buia.
Qundi, non posso che ripetermi:
Fantastico.
mercoledì 13 giugno 2007
Gli amicici...

Vi presento due strettissimi miei collaboratori. Il primo è Pimboli, esperto di oggetti transizionali e relazioni oggettuali, il secondo è Pileggi, esperto di pragmatica della comunicazione e di X-Files...come vedete, in famiglia l'ottimismo vola. Sebbene sommersi dal lavoro, i due simpatici si sono prestati per una foto ricordo con il sorriso sulle labbra...
Dedico questo post a tutti gli amici che contano, a quelli che cantano, che ballano, che sognano, che portano comunque sempre a casa la pagnotta...
E ti pareva se non mi facevo prendere dall'emozione il mio cuoricino sensibile...
Dedico questo post a tutti gli amici che contano, a quelli che cantano, che ballano, che sognano, che portano comunque sempre a casa la pagnotta...
E ti pareva se non mi facevo prendere dall'emozione il mio cuoricino sensibile...
lunedì 11 giugno 2007
Portare a Casa la pagnotta
Ieri fatto e subìto una telefonata con estremo piacere alla psicologa di fiducia. E, tra una sciocchinezzuola e l'altra, è uscito fuori che quando si finisce per scrivere qualcosa, anche se si vuole fare i simpatici, ci si infila in modo intrepido in torcicolli di pensiero che piegano ("a bend" direbbe Jeremy Irons con la sua bella barba sulla sua bella macchina nella famosa pubblicità) su discorsi che si fanno tristi, oscuri, ombrosi. Perchè, insomma, dice, o si parla di robe che contano, e si finisce per diventare lamentosi, pesaaanti, che ansia, oppure si può dire quel che si vuole, ma, in fin dei conti, non si dice nulla che conti davvero.
domenica 10 giugno 2007
Le verità nascoste
Scusate se rubo il titolo ad un bellissimo film con Harrison Ford, ma oggi, bello bello, vedo nella mia buca un bellissimo giornaletto a me intestato, con su scritto "Professione psicologo"...
Visti i tempi...Che ossimoro. Ma incontrate parole più all'opposto..."Professione". E "psicologo". Mah... allora, perchè non fanno le nuove riviste, "Piromane pompiere" e "Vegano Carnivoro". E, perchè no, magari anche "Tom Cruise intelligente"!
Enjoy yourself!
Visti i tempi...Che ossimoro. Ma incontrate parole più all'opposto..."Professione". E "psicologo". Mah... allora, perchè non fanno le nuove riviste, "Piromane pompiere" e "Vegano Carnivoro". E, perchè no, magari anche "Tom Cruise intelligente"!
Enjoy yourself!
sabato 9 giugno 2007
Ora capisco
venerdì 8 giugno 2007
Tra Crepet e le Crepes...
Ciao. chi preferite tra il simpaticissimo e sempre in forma Faustino Crepet (no, non ha questo nome, ma ora come ora mi sfugge) e le sempre buone Crepes? Facciamo che la risposta già la so: e allora ecco a voi la ricetta. Me l'ha data una francese di origine controllata, quindi è così per forza..e poi lo sapete che le ricette francesi sono complicatissime, infatti:
2 uova
160 gr di farina
sale
se le fai dolci ci metti lo zucchero.
Padella calda, un pochinissimo di buro, spalmi, versi una sottile mestolatina, fai girare, rimetti sul fuoco, aspetti qualche minuto, quando inizia a staccarsi la giri, conti 25 mississippi e poi la togli.
Provate, provate. Io ci ha provato....
Non vi dico il risultato...scusate...il bagno mi attende...di nuovo...
2 uova
160 gr di farina
sale
se le fai dolci ci metti lo zucchero.
Padella calda, un pochinissimo di buro, spalmi, versi una sottile mestolatina, fai girare, rimetti sul fuoco, aspetti qualche minuto, quando inizia a staccarsi la giri, conti 25 mississippi e poi la togli.
Provate, provate. Io ci ha provato....
Non vi dico il risultato...scusate...il bagno mi attende...di nuovo...
Il futuro Radioso dello psicologo!
Oggi, girovagando per il mondo, sono finito, un po' per fortuna un po' per destino infame che non mi vuol far sognare, ad incontrare due psicologi, con cui sono finito a discutere brevemente, tanto per tirarmi su di morale. Alla notizia che sono nel ramo della psicologia, il primo ha messo su un faccino triste, ma così mesto, della serie "mi dispiace, come è successo?" che mi sono quasi sentito in dovere di confortarlo dicendo che è stata una mia idea, decisa con fermezza, volontà e nel pieno delle mie facoltà mentali. Credo non mi guarderà mai più in faccia con gli stessi occhi innocenti della prima volta...L'altro psicologo, che poi è una lei, quindi psicologa, mi ha confortato dicendo che siamo tutti sulla stessa barca, che siamo fregati, e che speriamo in futuro radioso come magazzinieri e cassieri. Adorabili. Tutti e due. E purtroppo, hanno anche ragione! E io che da grande volelo fare la rock star! Braccia rubate all'agricoltura, direbbe un mio vecchio professore...Ah, se avessi fatto l'ingegnere...l'idraulico, il muratore, il parlamentare....
giovedì 7 giugno 2007
Finalmente il Blog!!
Buongiorno a Tutti!! Era da tempo che volevo trovare il tempo di impostare il Blog, e ora, finalmente, eccomi qua. Rapida presentazione: Gilberto, drago esperto, anni 99 l'ultima volta che li ho contati, esperto dragheggi e gorgheggi, in psicologismi e faccende di vita umana, dalla teoria dei sistemi alla psicoanalisi, ma lontano dai vari Morelli e Crepet che avete tutti imparato a portarvi sul fondoschiena (modo gentile per dire che vi stanno sul c...). Rapido in volo e sveglio nell'atterraggio, Mi diletterò a dilettare coloro che vorranno essere dilettati e partecipare numerosi al diletto scritto. Domande, dubbi, punti di vista, rapide delucidazioni, sorrisi, sbadigli, pranzo cena e nanna, casa, chiesa, cip e ciop, quanto di più vario insomma vi passa per la testa. Presto vi presenterò un po' di miei amici, ma, per il momento...
Diamo fuoco alle polveri.
Diamo fuoco alle polveri.
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