mercoledì 25 luglio 2007

Ei fu siccome immobile

Dato il mortal sospiro del sottoscritto dopo oggi, dopo tutto, dopo quello che è e quello che è rimasto. Poche cose ho da dire:

1) DeSica, a me comprami il gelato che la Maxi Tim non mi interessa.

2) Anche quando sono a casa non mi sento più a casa.

3) Rabbia, stupore, la parte, l'attore, dottore, che sintomi ha la felicità?

4) Non so se Harrison Ford alla fine fosse un replicante o meno, ma di sicuro Rudger Hauer era magnifico.


4) Se mi abbronzo, schiarisco. Diventerò fucsia.

5) Se mi sbronzo, mi stupisco. Ma capisco.

6) Il primo a parlare di "identificazione con l'aggressore" fu Ferenczi e non quella Anna Freud, che però intanto si è beccata la gloria.

7) Forse amo l'acqua perchè mi piaceva stare nell'utero.

8) Ho preso un abbaglio ma forse non lo era.

9) Ho seguito il bianconiglio e ho trovato il paese delle meraviglie. Non è così lontano da qui. E si sta benissimo.

10) Humphrey Borgart aveva classe.


11) Antonella, tieni botta e porta sempre a casa la pagnotta!

12) I Modelli Operativi Interni Dissociati sono una genialata.

13) Credo che l'idromassaggio faccia le bolle profumate e si stia in pace, e il cuore batta forte.

14) La musica, la musica, la musica.

Auguro buone vacanze ai buoni, ai cattivi, ai destrimani e ai mancini.

lunedì 16 luglio 2007


Vogliamo ricordarlo così...
Allegro, spensierato, con la faccia paciosa da barbone e gli appuntamenti fissi dal gastroenterologo. Con la pancetta atletica da teutonico. Lo sguardo vitreo nei momenti migliori.
Il "pube de oro" del calcio di periferia.
Il compagnone dei momenti migliori. E soprattutto dei peggiori.
Quello sempre scomodo.
Il Peter Pan futurista.

Vogliamo ricordarlo così, anche oggi che è invecchiato.

Auguri al nostro Neil Cassidy.

Momenti con i denti



Ci sono quei giorni che si allontanano dalla routine quotidiana, che ti permettono di fare esperienze nuove, conoscere persone fresche, e finire in situazioni che a pensarci ti viene la solita frase: "ma come accidenti ci sono finito così?". Accade che ti sembra di aver vissuto cent'anni, in quei giorni, di non aver mai dormito, ma di aver combattuto, comunque, per qualcosa di bello. Per la libertà, il re, la regina, il popolo, e che sia tutto inventato poco importa, perchè è quella finzione così evidente che non ti puoi sbagliare, e questo ti da sicurezza. Non è come la vita: li sai chi vince, alla fine, sai che qualcosa succederà.

cos'altro dire...
Comunque e sempre:

SANS DESPARTIR


lunedì 2 luglio 2007

Io morirei...di Plagio Anont'ammazzi


No, non è vero.
Io, un drago esperto e di tutto rispetto, con la mia bella pelle viola e la cresta rossiccia e l'impianto di capelli che mi conferisce l'aria da intellettuale, non posso, assolutamente permettere di tacere di fronte all'impossibilità di chiarire un concetto chiarissimo.

Proverò, sebbene forse, i non amici di psicologia potrebbero trovare astruso il concetto.

Proverò comunque ad essere il più esaustivo possibile...

Ok, il concetto cardine del mio pensiero è il seguente:


NO, NON E' VERO, NON ASSOMIGLIO PER NIENTE A BIAGIO ANTONACCI.

Fine del concetto!!

Memoria semantica, episodica, albasica o semplicemente bella

Ci sono dei giorni che restano indimenticabili.
Scolpiti, lì, nella memoria. (Se fossi psicologo direi memoria episodica, ma non solo quella)
e non perchè succedano cose straordinarie, fantastiche, da cinema.
Spesso, semplicemente perchè mi trovo esattamente dove vorrei essere, e fare esattamente ciò che voglio fare.
Che poi sia tenere in mano un accetta in campagna, magari col tuo amico davanti, col collo bene in vista, o suonare una chitarra su un palcoscenico con altri pazzi come te a cui vuoi bene, anche se nessuno ti ascolta; o quando ti ritrovi a rotolare sulla moquette, e hai quell'odore buono di cose semplici tra le mani; o ancora quando ti trovi davanti al pc a scrivere quello che vuoi scrivere, anche se forse non ha alcuna importanza, o sai che magari nel mondo ci sarà solo una persona che verrà a leggere; o quando cammini e il sole scende, e ti sembra di avere portato a casa la pagnotta, di essere il protagonista fortunato di un bel telefilm dove il sorriso è sempre dietro l'angolo.

Ecco, è per momenti così che sono qui. Scomodo, insonne, affamato.
Ma soprattutto vivo.