Caro Babbo Natale,
come stai? So che non te la passi tanto bene. La Microsoft ti ha un po' rubato il lavoro, ma ti sei ripreso bene. La Coca Cola vende, insomma...Ce la farai anche quest'anno. Per quest'anno la mia letterina non è lunga, e ho anche qualche domanda per te.
Per Natale vorrei innanzitutto smettere di tremare. Vorrei la collezione completa di Tex. Vorrei che la gente pensando a me si facesse un sorriso, ma forse questo non dipende molto da te. Forse dipende da me. Vorrei la capacità di cuocere decentemente le melanzane, di non scuocere la pasta, di riuscire a fare una besciamella decente. Vorrei non gonfiarmi quando bevo la birra, anche se non ne bevo poi molta, in verità. Vorrei saper fare il pane. Vorrei avere un costume come quello di Spiderman, e una macchina come quella di Batman. Vorrei stringere la mano a Bruce Willis, e dirgli che mi ha aiutato nella mia adolescenza. Vorrei cantare una canzone insieme a Britney Spears. Vorrei vedere tutte le repliche de "La donna bionica" ed anche i nuovi episodi. Vorrei smettere di sognare Terminator con quel maledetto occhio rosso. Vorrei che le acque fossero tranquille, ma non così tranquille. Vorrei la piscina riscaldata d'inverno. Vorrei che il mio cane non mordesse tutto, ma solo le cose che non vanno. Vorrei che la mia macchina andasse a sogni e non a benzina, così avrebbe sempre il pieno. Vorrei non perdere più nessun amico. Babbo Natale, portami una canna da pesca, ma di quelle speciali, così posso ripescare ogni momento meraviglioso. Portami una matita, se non è troppo disturbo, così mi disegno il domani. Così vivo la mia vita, e cancello con la gomma le cose che non vanno. Caro Babbo, portami Michael Jackson, che lo rimetto in sesto io. Di' alla Norvegia che mi aspetti, che prima o poi arrivo sul serio. Se puoi, portami i personaggi di dragonball a casa, così imparo a combattere. e dammi il numero dei potenti della terra, che ho qualcosa da dire loro. Fa che i backstreet boys non si dividano di nuovo. E se ti va, una sera, vieni qui e portati dietro John Lennon, Jim Morrison, Elvis e Kurt Cobain. Avrei qualcosa da far sentire. Così, per avere un parere. E, dai, babbo, regalami una foto. Una foto in cui ridiamo tutti. Io, Max Pezzali e Tiziano ferro.
Intanto, ti dico Buon Natale, Caro Babbo. Fai gli auguri a tutti quelli che adoro. All'amicizia all'amore e a tutto il resto. E fai gli auguri anche a Gesù Bambino, che sta arrivando per darci un paio di schiaffi e dirci "oh, ragazzi, datevi una svegliata, ok?"
Ok, Ok. Mi darò una svegliata. Intanto passerò un Buon Natale. fallo anche tu, se ci riesci, caro babbo...Non vorrei ritrovarti stressato tra un po' di tempo, al bordo della strada a bere del pessimo rum...
martedì 25 dicembre 2007
giovedì 20 dicembre 2007
2008 - Fuga da me stesso
Dopo la fuga da New York e la fuga da Los Angeles, tocca a me e non a Jena Plisken questa volta. Fuggire da se stessi però, è più difficile...E siccome ormai mi ritrovo a ripetermi parecchio, e a diventare un po stupidotto, mi tocca, in fin dei conti, ribadire che ci credo davvero. Ho già iniziato stasera, e ho già in mente qualcosa per domani.
2008 - Fuga da me stesso. Nel nuovo anno in tutti i posti meravigliosi del pianeta.
Non smetterò mai di ripeterlo: nel 2008 cambierà tutto!!!
2008 - Fuga da me stesso. Nel nuovo anno in tutti i posti meravigliosi del pianeta.
Non smetterò mai di ripeterlo: nel 2008 cambierà tutto!!!
martedì 18 dicembre 2007
L'Omino del Posso e altre faccende
Questo post, forse, dovrebbe essere natalizio. Dovrebbe augurare ai cinque lettori che nei secoli a venire troveranno questo Blog una buona festa, un augurio rilassante di pace, di gioia, di focolare domestico e pasti frugali (come adoro la parola frugale...ha un buon sapore anche a pronunciarla soltanto). Dovrei essere ottimista, colto dalla gioia per il lieto evento che si avvicina, rapito dalla magia delle decorazioni, dal fiato caldo che fa le nuvolette, dalla neve che copre tutto, dalla macchina che sbuffa, dai babbi natali appesi alle case, dagli alberi grandi. Dai regali. Dai sorrisi. Dai cioccolatini. Dalla magia.
Dovrei, dicevo. Ma non mi va. Non stasera. Magari lo spirito arriverà domani, e allora sarò ben lieto di scrivere e gioire, e fare OhOhOh e fare le carezze ai bambini del mondo intero. Per ora, però, per questo momento qui, mi concedo il piacere di buttare giù un po' di cose a caso, come vengono. Cose della settimana scorsa, o di quella prima, o di chissà quando, che però ho bisogno che finiscano da qualche parte, e anche se non hanno un ordine preciso, o non ho ancora bene idea di niente, è meglio che lo faccia, perchè ne ho bisogno. Perchè di pasti frugali non ne ho fatti molti, il focolare domestico è quello che è perchè non vivo nella famiglia del mulino bianco. perchè le decorazioni sono violentemente luminose. Perchè la mia macchina slitta, e io pirla non ho ancora messo le gomme da neve. Perchè mi spacco la schiena a spalare. Perchè il mio alberello è piccolino, e il mio cane quasi ci resta secco a mordere le luci. Perchè mi sembra molto di tendenza essere incavolati anche a Natale. E allora il post di Natale lo scriverò dopo.
Ha nevicato questa settimana. Una benedizione. E se vuoi usare il freddo per mettere la testa a posto, per raddrizzare la tua vita, per smettere di volere l'impossibile, e per convincerti ardentemente che è una presa in giro, e che presto ti passeranno tutte le lavatrici mentali che ti sei fatto, ti sbagli di grosso. La neve è bella. Copre tutto, ma non copre niente, perchè rimane tutto lì, e torna sempre fuori alla prima occasione.
Ho pianto nella doccia. Non succedeva da un sacco di tempo, ma trovo meraviglioso che le lacrime si mischino con l'acqua e che tutto scorra via, e che non ti rimanga niente se non l'asciugamano con cui ricominciare a vivere.
Ho trovato modo di trovare un equilibrio. L'unico equilibrio che adoro è quello in bilico sul nulla, anche se a volte sono stanco di giocare, e anche di stare bene e stare male.
Ci sono mille modi di essere la persona che serve. Uno trova sempre modo di riciclarsi. E di guardarsi allo specchio. E di usare la forza del vento per volare lontano, e la forza del cuore per rimanere a camminare senza fare niente di più. Solo restando. Restando fermo ad essere quello che serve. Ci vuole forza per l'amicizia, anche quando l'amicizia non ti basta. Ci vuole forza per inseguire quei sogni di domani. Con la nebbia che se ne va e la vita da vivere al mare.
Le uniche allergie che non sopporto sono quelle che mi fanno vivere. L'allergia alla felicità. Alla vita semplice. Come se il mio voto fosse di vivere scomposto. Ma coraggioso, o forse, solo codardo.
Devo tagliarmi i capelli. Questo è assodato. devo solo capire come cosa quando e soprattutto perchè.
Vorrei essere l'omino del posso. Quello con cui si può, ma non si deve mai per forza. e se puoi, soltando, lo fai con gioia più grande, perchè sai che potresti anche non farlo, e per l'omino del posso andrebbe bene così. Perchè è l'omino del posso.
Dovrei fare i miei buoni propositi per l'anno nuovo. Lì farò durante il conto alla rovescia di capodanno. Non sono molti, dovrei riuscirci.
Per ora, buonanotte. Vedrai che riuscirai a risolvere i tuoi problemi. vedrai che si scioglieranno come questa neve al sole. Vedrai che la nebbia andrà via. Troverai nell'armadio quello che cerchi. Vedrai che troverai il modo. E riuscirai a fare la pace.
Dovrei, dicevo. Ma non mi va. Non stasera. Magari lo spirito arriverà domani, e allora sarò ben lieto di scrivere e gioire, e fare OhOhOh e fare le carezze ai bambini del mondo intero. Per ora, però, per questo momento qui, mi concedo il piacere di buttare giù un po' di cose a caso, come vengono. Cose della settimana scorsa, o di quella prima, o di chissà quando, che però ho bisogno che finiscano da qualche parte, e anche se non hanno un ordine preciso, o non ho ancora bene idea di niente, è meglio che lo faccia, perchè ne ho bisogno. Perchè di pasti frugali non ne ho fatti molti, il focolare domestico è quello che è perchè non vivo nella famiglia del mulino bianco. perchè le decorazioni sono violentemente luminose. Perchè la mia macchina slitta, e io pirla non ho ancora messo le gomme da neve. Perchè mi spacco la schiena a spalare. Perchè il mio alberello è piccolino, e il mio cane quasi ci resta secco a mordere le luci. Perchè mi sembra molto di tendenza essere incavolati anche a Natale. E allora il post di Natale lo scriverò dopo.
Ha nevicato questa settimana. Una benedizione. E se vuoi usare il freddo per mettere la testa a posto, per raddrizzare la tua vita, per smettere di volere l'impossibile, e per convincerti ardentemente che è una presa in giro, e che presto ti passeranno tutte le lavatrici mentali che ti sei fatto, ti sbagli di grosso. La neve è bella. Copre tutto, ma non copre niente, perchè rimane tutto lì, e torna sempre fuori alla prima occasione.
Ho pianto nella doccia. Non succedeva da un sacco di tempo, ma trovo meraviglioso che le lacrime si mischino con l'acqua e che tutto scorra via, e che non ti rimanga niente se non l'asciugamano con cui ricominciare a vivere.
Ho trovato modo di trovare un equilibrio. L'unico equilibrio che adoro è quello in bilico sul nulla, anche se a volte sono stanco di giocare, e anche di stare bene e stare male.
Ci sono mille modi di essere la persona che serve. Uno trova sempre modo di riciclarsi. E di guardarsi allo specchio. E di usare la forza del vento per volare lontano, e la forza del cuore per rimanere a camminare senza fare niente di più. Solo restando. Restando fermo ad essere quello che serve. Ci vuole forza per l'amicizia, anche quando l'amicizia non ti basta. Ci vuole forza per inseguire quei sogni di domani. Con la nebbia che se ne va e la vita da vivere al mare.
Le uniche allergie che non sopporto sono quelle che mi fanno vivere. L'allergia alla felicità. Alla vita semplice. Come se il mio voto fosse di vivere scomposto. Ma coraggioso, o forse, solo codardo.
Devo tagliarmi i capelli. Questo è assodato. devo solo capire come cosa quando e soprattutto perchè.
Vorrei essere l'omino del posso. Quello con cui si può, ma non si deve mai per forza. e se puoi, soltando, lo fai con gioia più grande, perchè sai che potresti anche non farlo, e per l'omino del posso andrebbe bene così. Perchè è l'omino del posso.
Dovrei fare i miei buoni propositi per l'anno nuovo. Lì farò durante il conto alla rovescia di capodanno. Non sono molti, dovrei riuscirci.
Per ora, buonanotte. Vedrai che riuscirai a risolvere i tuoi problemi. vedrai che si scioglieranno come questa neve al sole. Vedrai che la nebbia andrà via. Troverai nell'armadio quello che cerchi. Vedrai che troverai il modo. E riuscirai a fare la pace.
martedì 4 dicembre 2007
ZTL e ZSP
Nel mio bel paese dei balocchi si respira ancora l'aria di quei momenti lì, quelli che restano impressi nella mente come i momenti migliori, come i pasti frugali, il cane alla porta, il sole che accarezza le montagne o l'altalena. ma quei momenti di vita lì, se vogliamo proprio, restano pochi, e più ci pensiamo più ci rendiamo conto che sono passati da un pezzo, se mai ci sono stati. Di momenti ce ne sono anche altri, quelli un po' più bui, un po' bastardi, un po' con il vomito, un po' con quella vita che ti senti per le mani anche se gli anni buoni ti sembrano ormai passati, e ogni anno ti sembra che passino di più, anche se ti ritrovi domani a vomitare di nuovo, e allora non è cambiato granchè, se non che ti vengono le rughe quando sorridi e la tua fronte inizia un po' più su. E non c'è niente di male di per sé. Il problema è che ti capita prima dei trent'anni.
E ti si pone il problema di fare dei figli e farti un futuro, quando quello che vorresti farti è qualsiasi cosa e basta. E ti arriva il Natale, e tu hai appena tolto la crema solare dal cervello. E finisce che scopri che nel tuo bel paese vogliono fare una bella Zona a Traffico Limitato proprio lì, nel mezzo, e lì nel mezzo c'è la scuola il municipio il bar e la banca. E in fondo non me ne frega niente, non so neanche se ho voglia o no di ZTL, perchè a volte è il mondo che sembra a traffico limitato. Traffico limitato di pensiero. Traffico limitato di Buone idee. E allora perchè non pensare al mondo non come luogo pronto per immense ZTL, ma come Zone di possibile lievitazione di idee, progressi e di cose buone, insomma. Perchè non pensare a Bruner, quel genio che si chiede come noi altri ci salta in testa di vivere in questa cultura, di come impariamo a capirla e a sentirla nostra. Perchè non pensare al buon Zio Vygotskji? Non ha mai parlato di ZTL, lui. Solo di ZSP. Le Zone di Sviluppo Prossimale. Le zone dove io imparo perchè ci sei tu, e tu impari perchè ci sono io, e noi impariamo perchè ci sono loro, e loro imparano perchè ci sono gli altri, e tutti imparano perchè è così che bisogna vivere, e non chiudersi dentro alle nostre personali ZTL dove non passano i neuroni e il cervello serve solo come boccia per i pesci.
Io non so se qui la ZTL risolverà qualcosa. Forse sì, perchè no, mai smettere con l'ottimismo.
Ma quello che vorrei davvero, oltre ad aiutare i bambini ad uscire da scuola in sicurezza, è una ZSP, per aiutare i bambini a capire il mondo in sicurezza.
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