E non per le striscie addosso o per le 4 zampe, e neanche per poter portare a spasso la regina della giugla. Semplicemente le zebre non si alterano, non si incazzano, non si stressano. I loro succhi gastrici sono costanti, non vanno a rosicare da soli le pareti dello stomaco, non vanno a violentarci da dentro, a riempirci di bile nera ogni volta che ci girano gli accidenti, ogni volta che quel tipo al semaforo non parte quando dovrebbe e si ferma quando non dovrebbe, o il tizio alla cassa davanti a noi blocca tutto perchè la lattina di pomodori costa 5 centesimi in più e non era segnalato correttamente...
Beh certo..c'è da dire che le zebre non guidano la macchina, nè vanno alla cassa.
ah..ecco..ecco perchè non hanno mai l'ulcera.
sabato 6 dicembre 2008
martedì 18 novembre 2008
sabato 15 novembre 2008
E io che amo ridere almeno quanto amo piangere
A volte sono solo un lamento.
una virgola sospesa nel vuoto, capace solo di servire a poco.
Spesso sono preda dei miei fantasmi, dei miei attacchi di Nonsenso.
Vittima di un inconscio paranoide, che sa estraniarmi dalla realtà e ricamare pensieri
convulsi che riesce perfino a farmi sembrare reali. Violare ogni mio pensiero,
violare ogni cosa buona, infettare la mia volontà di essere un minimo decente, per andare a dormire con una coscenza gialliccia, ma almeno ancora guardabile.
E' strano come esitano costruzioni mentali a cui crediamo più della relatà. A cui vogliamo credere.
A tutti i costi. E il turbine di nulla cresce e ci avvolge e ci costringe a stare male, che talvolta è l'unica cosa che vogliamo davvero.
Vivere. O sopravvivere. O farci sopraffare da qualcunque cosa, farci sommergere, scomparire, schiacciati dalla polvere, da RaiN, dal fumo della sera.
Forse sono semplicemente stanco. Come sempre. Ma questa volta sono stanco solo a tratti. E così ho la fortuna di potermene accorgere, quando lo sono davvero.
Lasciatemi lasciatemi il vento per poter volare via lontano. Lasciatemi il temporale per poter capire la mia rabbia quando vedo un fulmine. Lasciatemi la libertà di non essere niente, perchè
è dalle cose da niente che spuntano fuori le rivoluzioni.
Lasciatemi essere me.
Lasciatemi libero dalla solitudine e statemi addosso, perchè ne ho bisogno.
Lasciatemi.
una virgola sospesa nel vuoto, capace solo di servire a poco.
Spesso sono preda dei miei fantasmi, dei miei attacchi di Nonsenso.
Vittima di un inconscio paranoide, che sa estraniarmi dalla realtà e ricamare pensieri
convulsi che riesce perfino a farmi sembrare reali. Violare ogni mio pensiero,
violare ogni cosa buona, infettare la mia volontà di essere un minimo decente, per andare a dormire con una coscenza gialliccia, ma almeno ancora guardabile.
E' strano come esitano costruzioni mentali a cui crediamo più della relatà. A cui vogliamo credere.
A tutti i costi. E il turbine di nulla cresce e ci avvolge e ci costringe a stare male, che talvolta è l'unica cosa che vogliamo davvero.
Vivere. O sopravvivere. O farci sopraffare da qualcunque cosa, farci sommergere, scomparire, schiacciati dalla polvere, da RaiN, dal fumo della sera.
Forse sono semplicemente stanco. Come sempre. Ma questa volta sono stanco solo a tratti. E così ho la fortuna di potermene accorgere, quando lo sono davvero.
Lasciatemi lasciatemi il vento per poter volare via lontano. Lasciatemi il temporale per poter capire la mia rabbia quando vedo un fulmine. Lasciatemi la libertà di non essere niente, perchè
è dalle cose da niente che spuntano fuori le rivoluzioni.
Lasciatemi essere me.
Lasciatemi libero dalla solitudine e statemi addosso, perchè ne ho bisogno.
Lasciatemi.
venerdì 7 novembre 2008
Sogna...
E ti diranno parole
rosse come il sangue, nere come la notte;
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero,
e naviganti infiniti
che sanno parlare con il cielo.
Chiudi gli occhi, ragazzo,
e credi solo a quel che vedi dentro;
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento;
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.
Sogna, ragazzo sogna
quando sale il vento
nelle vie del cuore,
quando un uomo vive
per le sue parole
o non vive più;
sogna, ragazzo sogna,
non cambiare un verso
della tua canzone,
non fermarti tu...
Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre;
perchè hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente;
passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita
E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che quando sarai sul punto di morire,
pianterai un ulivo,
convinto ancora di vederlo fiorire
Sogna, ragazzo sogna,
quando lei si volta,
quando lei non torna,
quando il solo passo
che fermava il cuore
non lo senti più ;
sogna, ragazzo, sogna,
passeranno i giorni,
passerrà l'amore,
passeran le notti,
finirà il dolore,
sarai sempre tu ...
Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo
nella mia memoria,
tante volte tanti
dentro questa storia:
non vi conto più;
sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio
sulla scrivania,
manca solo un verso
a quella poesia,
puoi finirla tu.
martedì 7 ottobre 2008
...cosa ne sarà di me domani
...cosa ne sarà di me domani
che c’ho solo merda nelle mani...
(R.Vecchioni)
Non lo so. Forse confonderò la merda con la terra,
e infilerò le mani fino agli avambracci dentro la vita che sento battere dentro.
E scaverò un buco così profondo da sotterrare ogni malumore.
E dormirò sotto un cielo di stelle senza paura
di essere vagabondo.
Ma che ne è di me oggi, è il vero problema.
lunedì 22 settembre 2008
Non sè.
Se fossi un babbano sarebbe più semplice. Non avrei domande da pormi.
Se fossi un mago sarebbe più semplice. Avrei la bacchetta e saprei come usarla.
Se fossi qualcosa di meglio, potrei non essere solo questo.
Se fossi qualcos'altro, non sarei più me stesso.
Non sarei più qui.
Non sarei più.
Non sarei.
Non.
Se fossi un mago sarebbe più semplice. Avrei la bacchetta e saprei come usarla.
Se fossi qualcosa di meglio, potrei non essere solo questo.
Se fossi qualcos'altro, non sarei più me stesso.
Non sarei più qui.
Non sarei più.
Non sarei.
Non.
domenica 21 settembre 2008
datemi datemi
datemi l'uomoragno, spiderman, batman e tutti i suoi aggeggi. Datemi lewin e la teoria del campo, datemi i sistemi di Ford e Lerner, datemi Sigmund e il suo inconscio da pervertito sessuale, datemi Erickson e le crisi, datemi Piaget e la sua intelligenza creativa, datemi vygotskij e la sua capacità di capire lo sviluppo. datemi tutto e forse capirò qualcosa di tutto questo.
sabato 20 settembre 2008
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)
venerdì 19 settembre 2008
Di getto, vomitando ogni parola
Mi dispiace. Un intenso immenso enorme fottutissimo mi dispiace. Mi dispiace per la carne, la polvere e le ossa. Per la cenere che mi oscura gli occhi. Per le lacrime che tornano a trovarmi ogni volta che penso se ne siano andate per sempre. E quel macigno dentro, grosso come un grosso macigno dentro...E tutte quelle cose che mi si vomitano addosso, e mi trascinano nel baratro. Vorrei un futuro perfetto per te. Vorrei un futuro perfetto per noi. vorrei sollevarti da ogni difficoltà, e cantarti a sussurri che tutto andrà bene. ma riesco soltanto a singhiozzare e a combattere per non rimanere strozzato. Perchè davvero non lo so il mio futuro. E ho fatto tanti sbagli, ma non questo. Non la sincerità, non quella domanda dentro che mi ha scavato come un trapano. é questa la mia vita? è così che sono, è questo quello che siamo? Che cosa sto cercando? che cos'è che mi manca,m in un ondo che mi sembra perfetto? Quale è questa gabbia che non mi fa uscire? che cosa sto cercando? Ho il dolore di sapere che sono io l'artefice, il mastro orologiaio, il creatore della fine. Sono quello che sceglie, quello che muove i pezzi. Puoi urlare dal dolore se ti strappano il cuore, ma che cosa fai se sei tu a strapparlo a qualcun'altro? quale è il limite che puoi vivere, che puoi sentire dentro, prima di ritrovarti come un pozzo svuotato, pieno solo del tuo ego in poltiglia e dei tuoi desideri stretti tra i denti? Vorrei che tutto fosse il sogno che vorrei che fosse. Ma non lo è. E finirei per essere un bugiardo patologico se facessi finta di niente, solo perchè so che salverebbe la tua anima. Che bruci la mia, di anima, per le scelte forse sbagliate, forse avventate. Ma sempre sincere. perchè è questo che dovevo fare. E non avrei mai, mai voluto causarti tanto dolore. Non pensavo di essere in grado di diventare così atroce, così macellaio. Un taglio chirurgico nell'anima, e invece del sangue, sgorgano lacrime che mi spari addosso, e mi sento lontano e mai così vicino alla tua anima dilagnata. E mi contorco nel sonno, perchè non voglio vederti mai più, e voglio stare conte per sempre. Perchè non voglio perdere quello che siamo, anche se so che non possiamo più esserlo. E allora vorrei tenermi stretta la tua anima lo stesso, sentire Quello che hai, quello che sei, sentire che ancora sorridi, che ancora mi pensi. Come ti penso io ogni giorno, come prego Dio ogni giorno di darti il sorriso, e di sorriderti tanto. Come prego di poter essere in grado di esserci, e semplicemente respirarti accanto, per dirti che comunque sia, andrà tutto bene. perchè so che è così.
Perchè so che non cambia niente quello che sento, e ho un cuore grande capace di accogliere tutticoloro che amo.
Capace di accogliere anche te.
martedì 15 aprile 2008
lunedì 17 marzo 2008
Adoro
Adoro la notte, perchè porta consigli.
Ma li sussura soltanto, e puoi permetterti di nona scoltarli.
Adoro le lenzuola, perchè sono la placenta dove rinasco ogni mattina.
Adoro le finestre da cui puoi guardare il cielo.
Adoro il cielo quando non si nasconde.
Adoro star seduto a guidare in quella strada dritta, con l'aria fresca e la musica buona.
Adoro l'odore grigio della tristezza, perchè mi fa sentire a casa.
Adoro il caminetto acceso, perchè mi scalda anche il cuore.
Adoro la psicologia, perchè forse non la capirò mai.
Adoro i tuoi capelli e il loro odore fresco.
Adoro la nebbia, perchè intravvedo i sogni.
Adoro il sole, perchè mi sento una salciccia benedetta dalla luce.
Adoro i miei animali, perchè sanno essere sinceri.
Adoro i miei difetti, anche se superano i miei pregi.
Adoro riuscire ancora a combattere.
Adoro la malinconia.
Adoro sapere di poter avere ancora una chance, sempre.
Adoro poter imparare.
Adoro quando riesco a sentirmi a casa anche fuori casa.
Adoro il cioccolato.
Adoro i cerchi di fuoco che tengono lontane le persone, perchè posso oltrepassarli, e bruciare solo la parte peggiore di me.
Adoro stare qui e dire queste cose.
Adoro sentire il battito del mio cuore.
Adoro l'emmental bavarese
Adoro sentirmi vicino a quelli che per me sono tutto.
Adoro riscoprirmi in grado di farcela.
Adoro Dio.
Adoro la musica Rock.
Adoro l'oro che sta dentro le persone, e che brilla quando le guardi negli occhi.
Adoro quando riesco a cambiare in meglio.
Adoro mangiarmi una pizza mentre guardo la tv sul divano.
Adoro camminare a piedi scalzi.
Adoro rotolarmi nell'erba.
Adoro provarci.
Ma li sussura soltanto, e puoi permetterti di nona scoltarli.
Adoro le lenzuola, perchè sono la placenta dove rinasco ogni mattina.
Adoro le finestre da cui puoi guardare il cielo.
Adoro il cielo quando non si nasconde.
Adoro star seduto a guidare in quella strada dritta, con l'aria fresca e la musica buona.
Adoro l'odore grigio della tristezza, perchè mi fa sentire a casa.
Adoro il caminetto acceso, perchè mi scalda anche il cuore.
Adoro la psicologia, perchè forse non la capirò mai.
Adoro i tuoi capelli e il loro odore fresco.
Adoro la nebbia, perchè intravvedo i sogni.
Adoro il sole, perchè mi sento una salciccia benedetta dalla luce.
Adoro i miei animali, perchè sanno essere sinceri.
Adoro i miei difetti, anche se superano i miei pregi.
Adoro riuscire ancora a combattere.
Adoro la malinconia.
Adoro sapere di poter avere ancora una chance, sempre.
Adoro poter imparare.
Adoro quando riesco a sentirmi a casa anche fuori casa.
Adoro il cioccolato.
Adoro i cerchi di fuoco che tengono lontane le persone, perchè posso oltrepassarli, e bruciare solo la parte peggiore di me.
Adoro stare qui e dire queste cose.
Adoro sentire il battito del mio cuore.
Adoro l'emmental bavarese
Adoro sentirmi vicino a quelli che per me sono tutto.
Adoro riscoprirmi in grado di farcela.
Adoro Dio.
Adoro la musica Rock.
Adoro l'oro che sta dentro le persone, e che brilla quando le guardi negli occhi.
Adoro quando riesco a cambiare in meglio.
Adoro mangiarmi una pizza mentre guardo la tv sul divano.
Adoro camminare a piedi scalzi.
Adoro rotolarmi nell'erba.
Adoro provarci.
venerdì 14 marzo 2008
Le bolle di sapone
A volte il sonno non viene. troppo spesso, forse. Non ho ancora capito se sia perchè sogno già abbastanza ad occhi aperti, e allora mi tocca stare sveglio più a lungo. Non ho mai pensato che fosse uan cosa brutta, poter sognare. Anche se a volte, e solo ora me ne rendo conto, vorrei che tutto fosse un sogno davvero. vorrei dormire, e svegliarmi domani ancora nel pieno della mia bella bolla di sapone. Una bolla rosa al sapore di Big Bubble, perchè no. Ma almeno la mia bolla sarebbe sempre lì, solo per me. E' la celebrazione massima del narcisismo, vivere dentro una bolla propria. E invece, a forza di sognare ad occhi aperti, ti ritrovi che spesso cadi anche da seduto. Il sogno finisce, come se un mattone ti colpisse in testa. non puoi trasalire...perchè non stai dormendo. Trasaliresti di colpo, ti alzeresti sudato e cercheresti un bicchiere d'acqua. Ma non stai dormendo. Non puoi trasalire, e non puoi svegliarti. E ti senti come se avessi riespito il cuscino con le piume delle tue ali, una piuma al giorno per cent'anni, e poi ti si strappasse la federa, e tutto finisse sul pavimento. tutte le tue piume, una per ogni desiderio. E quando il desiderio era grosso e di piume ne servivano tanto, ci hai creduto fino in fondo. Ma non è servito. Perchè il sogno ti è arrivato davanti, ti ha guardato, ti ha sedotto e poi ti ha detto "scusa tanto" e ti ha abbandonato. Ti ha detto cose molto belle. Ma la realtà è che se n'è andato. e non puoi pensare alla consistenza che ha, perchè semplicemente è un sogno, e di consistenza non dovrebbe averne affatto. e invece ti sembrava che potesse davvero essere reale, e che quella possibilità, con clama, a piccoli passi, potesse diventare almeno un pezzo del tuo futuro. e invece non basta, perchè di strada devi percorrerne ancora tanta, e non puoi permetterti di restare indietro.
Rimane il fatto che non dormo, e non so che cosa dire. Forse è il sapore in bocca. Manca sempre così poco, perchè tutto sia perfetto.
Resta poco, da fare. Piangersi addosso, è la mia soluzione preferita. ci vado a nozze, a sguazzare nel mio brodo. ma forse dovrei tirarmi su le maniche. Perchè niente è perduto, o forse tutto, ma conquisteremo qualcos'altro.
Farò un'altra grossa bolla di sapone, e mi ci cullerò dentro fino all'estate, quando magari avrò capito che cosa ho perso, e che cosa mi è rimasto da guadagnare.
Rimane il fatto che non dormo, e non so che cosa dire. Forse è il sapore in bocca. Manca sempre così poco, perchè tutto sia perfetto.
Resta poco, da fare. Piangersi addosso, è la mia soluzione preferita. ci vado a nozze, a sguazzare nel mio brodo. ma forse dovrei tirarmi su le maniche. Perchè niente è perduto, o forse tutto, ma conquisteremo qualcos'altro.
Farò un'altra grossa bolla di sapone, e mi ci cullerò dentro fino all'estate, quando magari avrò capito che cosa ho perso, e che cosa mi è rimasto da guadagnare.
lunedì 10 marzo 2008
Alle elementari
Mi ritrovo alle elementari. o almeno così mi sembra, spesso, quando ci sono voci che dicono cose che quindi bisogna fare o dire o pensare. E alla luce del sole non c'è altro se non l'illusione della calma piatta. la calma pèrima della tempesta. e allora mi viene da chiudermi dentro me, e dire ok, questo è l'obiettivo, arriviamoci. e mi viene da vivere alla giornata, da pensare che forse le cose si sistemeranno, e se nonsi sistemano, comunque si sistemano. e allora vivo un giorno sì e l'altro anche, e penso a domani e non oltre, e navigo a vista sul deserto, e sento nelle orechcie quel suono nuovo, e nei muscoli la frizzantezza e il coraggio di provare a vedere che gusto ha l'albero nel centro del giardino. E come adamo ed eva, mi gusto la mela per un minuto, e poi me ne vado fuori dal paradiso per tutta la vita.
Ma che minuto, quel minuto.
Ha il sapore della vita.
Ma che minuto, quel minuto.
Ha il sapore della vita.
domenica 2 marzo 2008
Lo stomaco costruttivista
Spesso la sera, quando mi lavo i denti mi sanguinano le gengive. Forse è per le verità che dico. O forse per le bugie. Sta di fatto che vivo giornate come un maratoneta, e altre come in mezzo ad un deserto d'acqua. Nel silenzio dell'animo e del corpo. Riesco ancora a guardarmi allo specchio. Questo mi consola. Ma a volte solo troppe le cose per cui il mio stomaco tende a rivoltarsi. Per il troppo vino buono, o per quello cattivo, anche se non riesco a distinguerlo. Per il cibo che non vuoi e che ti viene dato, e soprattutto per la gratidudine che ti viene richiesta dopo. Per i treni in ritardo, le levatacce che in realtà sono fatica sprecata. Per l'impegno che ci metti nelle cose a cui non tiene nessuno. Per quel limite che distingue il volere dal dovere, quando troppo spesso si confondono, e la bussola si perde sotto la sabbia. Credo negli psicologi come architetti dell'anima. Come restauratori, forse. Come archeologi, magari, proprio come riteneva Freud. O forse come muratori, e qui perderei mezz'opra a ragionare sul costruttivismo. Ma credo soprattutto nelle persone come sognatori. é di sogni gonfi che ho bisogno. Col burro che cola. Con le bollicine. Non con i coloranti artificiali e artificiosi, ma col la cottira lenta e la lievitazione naturale. é così che mi sta crecendo un sogno dentro. Con calma. Senza fretta. senza voglia di arrivare, e di arrivarci per forza. Perchè forse è la voglia di viere che ti impedisce di lasciarti vivere. E' la paura di perdere che ti fa mancare la voglia di vincere. E credo che molti vedano la vita come una partita.
E allora mi tuffo in un libro buono. Come il Piccolo Principe, vado via dal piccolo pianeta che conosco, fuori dalla teca di vetro, e trovo qualcosa che è forse l'ignoto, ma sa di aria primaverile, e il sole me lo voglio godere tutto. Mi tuffo in una canzone che si porta dietro, con gli anni, lo spessore dell'essere sopravvissuta al tempo. E mi faccio scavare, mentre ascolto il suono del tempo, il suo odore, il suo essere così apparentemente reale, e così realmente costruito, fittizzio, illusorio. Tutto questo mentre aspetto. E quando c'è qualcosa da aspettare, quando c'è la voglia di rituffarsi in un altra settimana, allora forse lo stomaco si placa un po', e posso ammirare un buon quadro anche senza sapere di che arte si tratti.
Perchè, da buon costruttivista, l'arte me la costruisco da solo.
E allora mi tuffo in un libro buono. Come il Piccolo Principe, vado via dal piccolo pianeta che conosco, fuori dalla teca di vetro, e trovo qualcosa che è forse l'ignoto, ma sa di aria primaverile, e il sole me lo voglio godere tutto. Mi tuffo in una canzone che si porta dietro, con gli anni, lo spessore dell'essere sopravvissuta al tempo. E mi faccio scavare, mentre ascolto il suono del tempo, il suo odore, il suo essere così apparentemente reale, e così realmente costruito, fittizzio, illusorio. Tutto questo mentre aspetto. E quando c'è qualcosa da aspettare, quando c'è la voglia di rituffarsi in un altra settimana, allora forse lo stomaco si placa un po', e posso ammirare un buon quadro anche senza sapere di che arte si tratti.
Perchè, da buon costruttivista, l'arte me la costruisco da solo.
venerdì 29 febbraio 2008
1 anno e 4
Oggi è bisestile. é quel giorno che in realtà non esiste, negli altri anni. é unn giorno strano, perchè ti sposta la vita, la nascita, l'anniversario, insomma quello che è, di un giorno. Forse qualcuno ha cambiato segno. Ha cambiato anno di scuola, per una cosa così. Chi compie gli anni oggi, rimane più giovane degli altri...invecchia di un anno, ogni quattro...Fortuna. Oggi è un giorno in cui certe cose funzionano. Accadono e non si sa se sia perchè questo giorno in realtà non esiste, o perchè la realtà si abbatte sui sogni con una pesantezza costante e corposa. E non ci sono giorni che tengano. Ho sempre avuto un buon rapporto, con oggi, perchè mi allunga febbraio, me lo fa sembrare più normale. Anche io ho bisogno di sentirmi normale, qualche volta. non perchè abbia voglia di uniformarmi, e neanche perchè sono così diverso da chiunque altro. ma almeno ho un blog che legge nessuno. E secondo me il 29 febbraio si merita un post tutto suo. Perchè in un giono così può capitare di tutto. anche di rovinarsi la vita. anche di assistere al momento in cui qualcuno si rovina la vita. O forse non se la rovina affatto, e oggi è un giorno come gli altri, e non c'è niente che noi possiamo fare. Ma io non ci credo per niente.
Vi auguro solo tanta felicità, perchè sono troppo cinico per credere che non ne abbiate bisogno.
Vi auguro solo tanta felicità, perchè sono troppo cinico per credere che non ne abbiate bisogno.
martedì 12 febbraio 2008
Prurito alle mani
Spesso mi prude vivere. Sono giorni che dormo poco e mangio male. Ma questo mi succede da anni. Solo che adesso lo faccio anche in fretta, e non ho tempo di voltarmi indietro. Vivo la notte come un vampiro, succhio la vita da questo torpore che mia avvolge, che n mi fa più urlare, che mi culla in un coma bianco. Questo 2008 mi ha già rivoltato come un calzino, e siamo appena all'inizio. Ho scoperto affinità buone e inaspettate. Non si è sempre soli nell'universo. Ho come al solito detto addio. Addio fino alla prossima volta, se mai ci sarà. E penso di essere paranoico, e di non star combinando niente di buono nella vita. Come tutti, prima o poi. Ma forse credersi sbagliati ci fa dare il meglio di noi. Ci fa tenere botta. Ci tiene bassa la cresta e in ordine i capelli. Ma sempre pronti a saltare il fosso. Ho voglia di menar pugni, come si diceva nei vecchi libri. Ho voglia di menar pugni a queste travi di ferro che si chiamano futuro, e sono sempre più grosse. E i sorrisi dei miei volti noti mi illuminano il cammino. Ma meno pugni lo stesso, e la maggior parte sono a vuoto, sono persi nella nebbia.
Ma se all'alba sarò ancora in piedi, forse non avrò menato davvero a vuoto.
Ma se all'alba sarò ancora in piedi, forse non avrò menato davvero a vuoto.
venerdì 8 febbraio 2008
Solite cose
Fino a che punto è lecito essere sinceri? La domanda sembra, scusate tanto, una grandissima bronfenbrennerata (provate a dirlo velocemente). Ma credo che la morale, le proprie convinzioni, la situazione in cui ci si viene a trovare, le persone con cui parliamo, l'ora del giorno o della notte, lo stato di veglia o incoscienza...credo che tutto questo ci influenzi. E allora la domanda è: sentirsi liberi di dire la propria opinione, o lasciar perdere le proprie idee balzane e aspettare che la vita faccia il suo corso?
Spesso ci facciamo delle idee, perchè la vita sembra spingerci in una certa direzione, e cogliamo ogni particolare come una prova inconfutabile che abbiamo ragione. Ma perchè non staccarsi un'attimo da tutto, e non pensare che forse la magia per qualcuno esiste ancora, e le ali solo grandi e permettono di volare davvero? Forse bisogna solo essere onesti. Forse impegnarsi per qualcosa in cui non si crede granchè, solo per il piacere delle persone che ricevono il nostro aiuto, è l'atto di onestà più puro. Forse non sempre conta chi ha ragione. Forse non tutte le battaglie sono da combattere. A volte basta distendersi e godersi il panorama. A far la guerra ci penserà qualcun'altro.
Spesso ci facciamo delle idee, perchè la vita sembra spingerci in una certa direzione, e cogliamo ogni particolare come una prova inconfutabile che abbiamo ragione. Ma perchè non staccarsi un'attimo da tutto, e non pensare che forse la magia per qualcuno esiste ancora, e le ali solo grandi e permettono di volare davvero? Forse bisogna solo essere onesti. Forse impegnarsi per qualcosa in cui non si crede granchè, solo per il piacere delle persone che ricevono il nostro aiuto, è l'atto di onestà più puro. Forse non sempre conta chi ha ragione. Forse non tutte le battaglie sono da combattere. A volte basta distendersi e godersi il panorama. A far la guerra ci penserà qualcun'altro.
sabato 2 febbraio 2008
Sabbia
Le cose cambiano. Tutto intorno a noi, dentro di noi, costantemente. Anche se vogliamo far finta di no, e vogliamo credere che non sia così, che questa regola si applichi solo al di fuori della sfera in cui viviamo. E attraversiamo un peiodo incerto, in questo inizio 2008, dove le cose che sembravano ormai assodate si sn rivelate sgretolabili come il cemento in un periodo di speculazione illegale. Fa sabbia da tutte le parti. Ed essere capace di mantenere la strada, la postura diventa un po' più complicato qualche volta. La magia sta nel trovare quel brivido e quel sorriso, che stemperi un po' tutto questo circo che chiamiamo vita. L'unica sabbia che vorrei ora è quella della spiaggia, ma l'unica di cui mi accontento è quella del campo di ippoterapia. E' che mi riesce strano credere che davvero le cose possano essere semplici. Sono nato buono, e sono cresciuto sospettoso e sospettante. Non è solo cinismo, è quella vena bastarda che ti fa credere di sapere la verità. Di sapere qual'è la cosa giusta da fare. Di sapere che non è ancora giunto il momento per chiudersi la porta dietro le spalle, perchè il passato è una coperta che ci ripara dai malanni di stagione, e rinunciare a quello che si è, alla propria natura, al proprio crederci davvero, può funzionare solo se si hanno i piedi di piombo e la volontà d'acciaio. E il senso della rinuncia che va su e giù per tutto l'organismo. Perchè altrimenti niente regge allo scontro con il tempo. Non è alla convinzione che abbiamo adesso, che bisogna guardare. Bisogna guardarsi tra trent'anni, e vedere se davvero vogliamo vederci così.
Perchè la sabbia resterà sabbia tra trent'anni, ma quello che diventeremo, molto probabilmente, sarà qualcosa che forse appena appena ricorderà quello che eravamo.
Bella anche quella, ma ti si infila dappertutto.
Perchè la sabbia resterà sabbia tra trent'anni, ma quello che diventeremo, molto probabilmente, sarà qualcosa che forse appena appena ricorderà quello che eravamo.
Bella anche quella, ma ti si infila dappertutto.
martedì 22 gennaio 2008
Pazzesca la vita
Allora, ho un po' di robe grosse in testa, ma non è per quello che mi gira, forse è per le cose che so, o che sto imparando, o per le ore di sonno che ormai conto settimanalmente. Forse è il mal di testa che fa toc toc, c'è nessuno, e trova sempre vuoto. ma..accidenti...un anno ti ritrovi a scherzare sui banchi di scuola, mangiando una mela, senza voglia di studiare, e poi scopri che magari tu ti senti uguale, ma il mondo intorno inizia ad invecchiare, la coca cola cambia lattine, il tuo cinema preferito lo chiudono per un po', e la ristrutturazione te lo ridà nuovo, più caro, e senza puzza di muffa...l'Ipod è una realtà a cui nessuno aveva pensato e ancora tutti si stanno chiedendo in fin dei conti a che accidenti serva. E arrivi quasi alla soglia del "diventare grande" senza sapere che grande lo sei già diventato da un pezzo. E ci sono cose che funzionano. Ti ritrovi. Ti guardi e ti riconosci. La faccia è sempre quella da vent'anni a questa parte.
O forse hai meno capelli. Hai un sacco di binari sulla fronte. Hai la pelle raggrinzita quando ridi. Hai quella cosa che ogni tanto ti sembri un estraneo..uno più grande..uno adulto.
e ti ritrovi soprattutto a dare consigli.
Tu.
Che dai consigli.
Che hai un'idea su qualcosa.
Un'idea sul mondo.
Un'idea su tua mamma e tuo papà.
Che sono buoni e anche cattivi.
E sai che puoi benissimo accettarlo.
Ecco. Pazzesca lavita. e i sorrisi dei bambini sui treni ti fanno sentire così immenso che potresti contenere tutte le loro vite, e insegnar loro ad essere felici per sempre.
Delirio di onnipotenza. psicologia.
Forse solo ottimismo.
O forse hai meno capelli. Hai un sacco di binari sulla fronte. Hai la pelle raggrinzita quando ridi. Hai quella cosa che ogni tanto ti sembri un estraneo..uno più grande..uno adulto.
e ti ritrovi soprattutto a dare consigli.
Tu.
Che dai consigli.
Che hai un'idea su qualcosa.
Un'idea sul mondo.
Un'idea su tua mamma e tuo papà.
Che sono buoni e anche cattivi.
E sai che puoi benissimo accettarlo.
Ecco. Pazzesca lavita. e i sorrisi dei bambini sui treni ti fanno sentire così immenso che potresti contenere tutte le loro vite, e insegnar loro ad essere felici per sempre.
Delirio di onnipotenza. psicologia.
Forse solo ottimismo.
giovedì 10 gennaio 2008
Febbre
Ho la febbre. La febbre del sabato sera. La febbre dell'oro. Chiamatela come vi pare. Ma ho la febbre, o almeno credo. Perchè se no non mi spiego il battito accelerato, la faccia rossa e la temperatura alta. Forse è perchè faccio le scale troppo in fretta, e sto invecchiando. O forse solo perchè sono felice. Per qualche minuto alla volta. E sto imparando tante cose. Sto imparando a sellare i cavalli, a pulirli, a spazzolarli, a coccolarli e a farmi coccolare. A lasciarmi stare quando mi piazzano il muso nella pancia e si danno una sonora grattata. A dire Grazie quando mi danno lo zoccolo e se lo fanno pulire. A quando mi guardano e mi dicono con gli occhi "ma la carota dov'è?". Sto imparando quanta pazienza ci vuole per farsi cavalcare. Per obbedire anche quando non si vuole. Per far finta di andare da qualche parte, anche se in fondo si gira sempre lo stesso giro. Sto imparando quanta pazienza ci vuole per non tirare calci. Per non piantarsi senza nient'altro da dire. Sto imparando che è bello abbracciarli, e ritrovarsi a puzzare. Sto imparando che fanno la cacca e non tirano mai l'acqua. Ma nessuno se la prende. E la pazienza che mi è rimasta cresce, quando sento la loro pazienza nel sopportare me. Piccolo rompiscatole che non sa usare nemmeno bene la striglia.
Ecco cos'è. E' febbre da cavallo. Che l'asino lì in mezzo sono io.
Ecco cos'è. E' febbre da cavallo. Che l'asino lì in mezzo sono io.
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