Oggi è bisestile. é quel giorno che in realtà non esiste, negli altri anni. é unn giorno strano, perchè ti sposta la vita, la nascita, l'anniversario, insomma quello che è, di un giorno. Forse qualcuno ha cambiato segno. Ha cambiato anno di scuola, per una cosa così. Chi compie gli anni oggi, rimane più giovane degli altri...invecchia di un anno, ogni quattro...Fortuna. Oggi è un giorno in cui certe cose funzionano. Accadono e non si sa se sia perchè questo giorno in realtà non esiste, o perchè la realtà si abbatte sui sogni con una pesantezza costante e corposa. E non ci sono giorni che tengano. Ho sempre avuto un buon rapporto, con oggi, perchè mi allunga febbraio, me lo fa sembrare più normale. Anche io ho bisogno di sentirmi normale, qualche volta. non perchè abbia voglia di uniformarmi, e neanche perchè sono così diverso da chiunque altro. ma almeno ho un blog che legge nessuno. E secondo me il 29 febbraio si merita un post tutto suo. Perchè in un giono così può capitare di tutto. anche di rovinarsi la vita. anche di assistere al momento in cui qualcuno si rovina la vita. O forse non se la rovina affatto, e oggi è un giorno come gli altri, e non c'è niente che noi possiamo fare. Ma io non ci credo per niente.
Vi auguro solo tanta felicità, perchè sono troppo cinico per credere che non ne abbiate bisogno.
venerdì 29 febbraio 2008
martedì 12 febbraio 2008
Prurito alle mani
Spesso mi prude vivere. Sono giorni che dormo poco e mangio male. Ma questo mi succede da anni. Solo che adesso lo faccio anche in fretta, e non ho tempo di voltarmi indietro. Vivo la notte come un vampiro, succhio la vita da questo torpore che mia avvolge, che n mi fa più urlare, che mi culla in un coma bianco. Questo 2008 mi ha già rivoltato come un calzino, e siamo appena all'inizio. Ho scoperto affinità buone e inaspettate. Non si è sempre soli nell'universo. Ho come al solito detto addio. Addio fino alla prossima volta, se mai ci sarà. E penso di essere paranoico, e di non star combinando niente di buono nella vita. Come tutti, prima o poi. Ma forse credersi sbagliati ci fa dare il meglio di noi. Ci fa tenere botta. Ci tiene bassa la cresta e in ordine i capelli. Ma sempre pronti a saltare il fosso. Ho voglia di menar pugni, come si diceva nei vecchi libri. Ho voglia di menar pugni a queste travi di ferro che si chiamano futuro, e sono sempre più grosse. E i sorrisi dei miei volti noti mi illuminano il cammino. Ma meno pugni lo stesso, e la maggior parte sono a vuoto, sono persi nella nebbia.
Ma se all'alba sarò ancora in piedi, forse non avrò menato davvero a vuoto.
Ma se all'alba sarò ancora in piedi, forse non avrò menato davvero a vuoto.
venerdì 8 febbraio 2008
Solite cose
Fino a che punto è lecito essere sinceri? La domanda sembra, scusate tanto, una grandissima bronfenbrennerata (provate a dirlo velocemente). Ma credo che la morale, le proprie convinzioni, la situazione in cui ci si viene a trovare, le persone con cui parliamo, l'ora del giorno o della notte, lo stato di veglia o incoscienza...credo che tutto questo ci influenzi. E allora la domanda è: sentirsi liberi di dire la propria opinione, o lasciar perdere le proprie idee balzane e aspettare che la vita faccia il suo corso?
Spesso ci facciamo delle idee, perchè la vita sembra spingerci in una certa direzione, e cogliamo ogni particolare come una prova inconfutabile che abbiamo ragione. Ma perchè non staccarsi un'attimo da tutto, e non pensare che forse la magia per qualcuno esiste ancora, e le ali solo grandi e permettono di volare davvero? Forse bisogna solo essere onesti. Forse impegnarsi per qualcosa in cui non si crede granchè, solo per il piacere delle persone che ricevono il nostro aiuto, è l'atto di onestà più puro. Forse non sempre conta chi ha ragione. Forse non tutte le battaglie sono da combattere. A volte basta distendersi e godersi il panorama. A far la guerra ci penserà qualcun'altro.
Spesso ci facciamo delle idee, perchè la vita sembra spingerci in una certa direzione, e cogliamo ogni particolare come una prova inconfutabile che abbiamo ragione. Ma perchè non staccarsi un'attimo da tutto, e non pensare che forse la magia per qualcuno esiste ancora, e le ali solo grandi e permettono di volare davvero? Forse bisogna solo essere onesti. Forse impegnarsi per qualcosa in cui non si crede granchè, solo per il piacere delle persone che ricevono il nostro aiuto, è l'atto di onestà più puro. Forse non sempre conta chi ha ragione. Forse non tutte le battaglie sono da combattere. A volte basta distendersi e godersi il panorama. A far la guerra ci penserà qualcun'altro.
sabato 2 febbraio 2008
Sabbia
Le cose cambiano. Tutto intorno a noi, dentro di noi, costantemente. Anche se vogliamo far finta di no, e vogliamo credere che non sia così, che questa regola si applichi solo al di fuori della sfera in cui viviamo. E attraversiamo un peiodo incerto, in questo inizio 2008, dove le cose che sembravano ormai assodate si sn rivelate sgretolabili come il cemento in un periodo di speculazione illegale. Fa sabbia da tutte le parti. Ed essere capace di mantenere la strada, la postura diventa un po' più complicato qualche volta. La magia sta nel trovare quel brivido e quel sorriso, che stemperi un po' tutto questo circo che chiamiamo vita. L'unica sabbia che vorrei ora è quella della spiaggia, ma l'unica di cui mi accontento è quella del campo di ippoterapia. E' che mi riesce strano credere che davvero le cose possano essere semplici. Sono nato buono, e sono cresciuto sospettoso e sospettante. Non è solo cinismo, è quella vena bastarda che ti fa credere di sapere la verità. Di sapere qual'è la cosa giusta da fare. Di sapere che non è ancora giunto il momento per chiudersi la porta dietro le spalle, perchè il passato è una coperta che ci ripara dai malanni di stagione, e rinunciare a quello che si è, alla propria natura, al proprio crederci davvero, può funzionare solo se si hanno i piedi di piombo e la volontà d'acciaio. E il senso della rinuncia che va su e giù per tutto l'organismo. Perchè altrimenti niente regge allo scontro con il tempo. Non è alla convinzione che abbiamo adesso, che bisogna guardare. Bisogna guardarsi tra trent'anni, e vedere se davvero vogliamo vederci così.
Perchè la sabbia resterà sabbia tra trent'anni, ma quello che diventeremo, molto probabilmente, sarà qualcosa che forse appena appena ricorderà quello che eravamo.
Bella anche quella, ma ti si infila dappertutto.
Perchè la sabbia resterà sabbia tra trent'anni, ma quello che diventeremo, molto probabilmente, sarà qualcosa che forse appena appena ricorderà quello che eravamo.
Bella anche quella, ma ti si infila dappertutto.
Iscriviti a:
Post (Atom)