lunedì 17 marzo 2008

Adoro

Adoro la notte, perchè porta consigli.
Ma li sussura soltanto, e puoi permetterti di nona scoltarli.
Adoro le lenzuola, perchè sono la placenta dove rinasco ogni mattina.
Adoro le finestre da cui puoi guardare il cielo.
Adoro il cielo quando non si nasconde.
Adoro star seduto a guidare in quella strada dritta, con l'aria fresca e la musica buona.
Adoro l'odore grigio della tristezza, perchè mi fa sentire a casa.
Adoro il caminetto acceso, perchè mi scalda anche il cuore.
Adoro la psicologia, perchè forse non la capirò mai.
Adoro i tuoi capelli e il loro odore fresco.
Adoro la nebbia, perchè intravvedo i sogni.
Adoro il sole, perchè mi sento una salciccia benedetta dalla luce.
Adoro i miei animali, perchè sanno essere sinceri.
Adoro i miei difetti, anche se superano i miei pregi.
Adoro riuscire ancora a combattere.
Adoro la malinconia.
Adoro sapere di poter avere ancora una chance, sempre.
Adoro poter imparare.
Adoro quando riesco a sentirmi a casa anche fuori casa.
Adoro il cioccolato.
Adoro i cerchi di fuoco che tengono lontane le persone, perchè posso oltrepassarli, e bruciare solo la parte peggiore di me.
Adoro stare qui e dire queste cose.
Adoro sentire il battito del mio cuore.
Adoro l'emmental bavarese
Adoro sentirmi vicino a quelli che per me sono tutto.
Adoro riscoprirmi in grado di farcela.
Adoro Dio.
Adoro la musica Rock.
Adoro l'oro che sta dentro le persone, e che brilla quando le guardi negli occhi.
Adoro quando riesco a cambiare in meglio.
Adoro mangiarmi una pizza mentre guardo la tv sul divano.
Adoro camminare a piedi scalzi.
Adoro rotolarmi nell'erba.
Adoro provarci.

venerdì 14 marzo 2008

Le bolle di sapone

A volte il sonno non viene. troppo spesso, forse. Non ho ancora capito se sia perchè sogno già abbastanza ad occhi aperti, e allora mi tocca stare sveglio più a lungo. Non ho mai pensato che fosse uan cosa brutta, poter sognare. Anche se a volte, e solo ora me ne rendo conto, vorrei che tutto fosse un sogno davvero. vorrei dormire, e svegliarmi domani ancora nel pieno della mia bella bolla di sapone. Una bolla rosa al sapore di Big Bubble, perchè no. Ma almeno la mia bolla sarebbe sempre lì, solo per me. E' la celebrazione massima del narcisismo, vivere dentro una bolla propria. E invece, a forza di sognare ad occhi aperti, ti ritrovi che spesso cadi anche da seduto. Il sogno finisce, come se un mattone ti colpisse in testa. non puoi trasalire...perchè non stai dormendo. Trasaliresti di colpo, ti alzeresti sudato e cercheresti un bicchiere d'acqua. Ma non stai dormendo. Non puoi trasalire, e non puoi svegliarti. E ti senti come se avessi riespito il cuscino con le piume delle tue ali, una piuma al giorno per cent'anni, e poi ti si strappasse la federa, e tutto finisse sul pavimento. tutte le tue piume, una per ogni desiderio. E quando il desiderio era grosso e di piume ne servivano tanto, ci hai creduto fino in fondo. Ma non è servito. Perchè il sogno ti è arrivato davanti, ti ha guardato, ti ha sedotto e poi ti ha detto "scusa tanto" e ti ha abbandonato. Ti ha detto cose molto belle. Ma la realtà è che se n'è andato. e non puoi pensare alla consistenza che ha, perchè semplicemente è un sogno, e di consistenza non dovrebbe averne affatto. e invece ti sembrava che potesse davvero essere reale, e che quella possibilità, con clama, a piccoli passi, potesse diventare almeno un pezzo del tuo futuro. e invece non basta, perchè di strada devi percorrerne ancora tanta, e non puoi permetterti di restare indietro.

Rimane il fatto che non dormo, e non so che cosa dire. Forse è il sapore in bocca. Manca sempre così poco, perchè tutto sia perfetto.

Resta poco, da fare. Piangersi addosso, è la mia soluzione preferita. ci vado a nozze, a sguazzare nel mio brodo. ma forse dovrei tirarmi su le maniche. Perchè niente è perduto, o forse tutto, ma conquisteremo qualcos'altro.

Farò un'altra grossa bolla di sapone, e mi ci cullerò dentro fino all'estate, quando magari avrò capito che cosa ho perso, e che cosa mi è rimasto da guadagnare.

lunedì 10 marzo 2008

Alle elementari

Mi ritrovo alle elementari. o almeno così mi sembra, spesso, quando ci sono voci che dicono cose che quindi bisogna fare o dire o pensare. E alla luce del sole non c'è altro se non l'illusione della calma piatta. la calma pèrima della tempesta. e allora mi viene da chiudermi dentro me, e dire ok, questo è l'obiettivo, arriviamoci. e mi viene da vivere alla giornata, da pensare che forse le cose si sistemeranno, e se nonsi sistemano, comunque si sistemano. e allora vivo un giorno sì e l'altro anche, e penso a domani e non oltre, e navigo a vista sul deserto, e sento nelle orechcie quel suono nuovo, e nei muscoli la frizzantezza e il coraggio di provare a vedere che gusto ha l'albero nel centro del giardino. E come adamo ed eva, mi gusto la mela per un minuto, e poi me ne vado fuori dal paradiso per tutta la vita.

Ma che minuto, quel minuto.
Ha il sapore della vita.

domenica 2 marzo 2008

Lo stomaco costruttivista

Spesso la sera, quando mi lavo i denti mi sanguinano le gengive. Forse è per le verità che dico. O forse per le bugie. Sta di fatto che vivo giornate come un maratoneta, e altre come in mezzo ad un deserto d'acqua. Nel silenzio dell'animo e del corpo. Riesco ancora a guardarmi allo specchio. Questo mi consola. Ma a volte solo troppe le cose per cui il mio stomaco tende a rivoltarsi. Per il troppo vino buono, o per quello cattivo, anche se non riesco a distinguerlo. Per il cibo che non vuoi e che ti viene dato, e soprattutto per la gratidudine che ti viene richiesta dopo. Per i treni in ritardo, le levatacce che in realtà sono fatica sprecata. Per l'impegno che ci metti nelle cose a cui non tiene nessuno. Per quel limite che distingue il volere dal dovere, quando troppo spesso si confondono, e la bussola si perde sotto la sabbia. Credo negli psicologi come architetti dell'anima. Come restauratori, forse. Come archeologi, magari, proprio come riteneva Freud. O forse come muratori, e qui perderei mezz'opra a ragionare sul costruttivismo. Ma credo soprattutto nelle persone come sognatori. é di sogni gonfi che ho bisogno. Col burro che cola. Con le bollicine. Non con i coloranti artificiali e artificiosi, ma col la cottira lenta e la lievitazione naturale. é così che mi sta crecendo un sogno dentro. Con calma. Senza fretta. senza voglia di arrivare, e di arrivarci per forza. Perchè forse è la voglia di viere che ti impedisce di lasciarti vivere. E' la paura di perdere che ti fa mancare la voglia di vincere. E credo che molti vedano la vita come una partita.

E allora mi tuffo in un libro buono. Come il Piccolo Principe, vado via dal piccolo pianeta che conosco, fuori dalla teca di vetro, e trovo qualcosa che è forse l'ignoto, ma sa di aria primaverile, e il sole me lo voglio godere tutto. Mi tuffo in una canzone che si porta dietro, con gli anni, lo spessore dell'essere sopravvissuta al tempo. E mi faccio scavare, mentre ascolto il suono del tempo, il suo odore, il suo essere così apparentemente reale, e così realmente costruito, fittizzio, illusorio. Tutto questo mentre aspetto. E quando c'è qualcosa da aspettare, quando c'è la voglia di rituffarsi in un altra settimana, allora forse lo stomaco si placa un po', e posso ammirare un buon quadro anche senza sapere di che arte si tratti.

Perchè, da buon costruttivista, l'arte me la costruisco da solo.