mercoledì 2 dicembre 2009

Carte sopra le righe

Scrivo per colmare il mio senso d'incostanza. L'Urgenza, a volte frenetica, di prendere respiro e di riorganizzare il tutto. Settimane lontano da internet, come fosse il centro del mondo, come se la vita fosse tornare venti volte sulla stessa pagina sperando che sia cambiato qualcosa. Quale droga stiamo cercando di assumere facendo finta di niente?

Riuscirò mai a rallentare questo tortuoso vorticare che mi dà il capogiro?

Conosco a memoria ogni sillaba della mia vita. E ignoro tutto. E non riesco a sentirmi a posto neanche quando mi sento in bilico. Troverò una cura? O lascerò passare anche queste sere, e mi ritufferò nei giorni di sempre e nelle novità incostanti che riempiono le mie giornate a rincorrere il mansionario, che tutto prevede, e tutto processa.

Intervengo sui miei respiri mantenendo alto il livello di ossigeno. Forse mi sono solo rotto le scatole. Prendere possesso del proprio tempo, e dei propri sforzi, ed incanalarli in una risposta più funzionale rispetto al semplice sopravvivere. Combattere aiuta a combattere, soprattutto quando c'è una battaglia. Ma perdo il senso e anche l'interesse, perchè so di voler volare altrove, alla ricerca di un tempo perduto. Rimescolo le carte nel mazzo e scopro partite buone, e mani diverse mai giocate. Il problema è che non mi portano a niente.
Il segreto non è cambiare mazzo.
Il segreto, è diventare il mazziere.

lunedì 12 ottobre 2009

La vita sullo stendino

Appeso sotto un lampione come un pipistrello. Respiro a tentoni la sera mentre trattengo conati di tosse per non rompere la sinfonia del vento. Vorrei aver bisogno di un dottore. Vorrei non aver bisogno di quello che manca. Sto guardando la roba stesa ad asciugare, mentre ondeggia al passare delle auto.

Mi sento così.

Steso ad asciugare. Ondeggio verso il vuoto, tenuto da un filo soltanto. Ho certezze che gocciolano pesanti come zavorre, e mi corrono su tutto il corpo, trascinandomi giù.

Ma non cado.

Neppure dopo che l'ennesima certezza se n'è andata, schiantata al suolo. Ho speranze forti, stanotte, che tengono le mollette e che mi permettono il domani.
Quando sarò asciutto e pronto. E profumato dentro.

sabato 10 ottobre 2009

IL TUO AMICO BRUCE BANNER



...Non vi piacerà vedermi arrabbiato...


mercoledì 7 ottobre 2009

Turno di notte

Penso spesso la notte. Correre, cercare, boccheggiare. Mandare giù con la gola infiammata, come avessi un coltello piantato dentro. Tornare sui miei passi. Ripetere cento volte le stesse azioni, una volta di troppo i miei errori, disconoscere me stesso fino a ritrovare alieno il mio odore. Sono preda di perenne incostanza, di morbida inefficienza. Dormo a ogni ora possibile. Penso spesso la notte. Sento che tutto cambia ogni momento. Rumori lontani, sconosciuti, mantengono alto il mio livello di guardia. Non guardo attraverso i vetri per paura di vedere qualcos'altro oltre al mio riflesso nel buio di fuori. Ignoro tutto il male che potrebbe accadere, perchè rischio semplicemente vivendo. Penso spesso la notte. Sento l'acqua di quel maledetto termosifone mentre gocciola sul pavimento costantemente, regolarmente. Con vibrazioni sonore opportunamente calibrate per farmi impazzire. So che devo tagliarmi i capelli. Sono quasi troppo stanco per respirare. Non conta più che giorno è. Non sono vittima della settimana, schiavo del tempo ordinario. Ascolto il mio gonfiare il futuro soffiandoci dentro, finchè non cresce abbastanza da coricarsi sul soffitto. Mi alzo ancora col buio, giocando col silenzio a chi fa più rumore. Cerco l'alba strappandola da dietro ai monti, perchè ho bisogno di portarla dentro il corridoio.
Penso spesso la notte. Spesso, penso troppo davvero.

martedì 14 luglio 2009

Roba da felini, da felici, e da fenici

Non hai ancora capito che sono le tue debolezze, proprio quelle che cerchi di nascondere a tutti, che ti rendono così forte e così speciale?

mercoledì 3 giugno 2009

Non cambia mai nulla

Vuoto. Totalmente.
Totalmente pieno di vuoto.
E ancora, e ancora. E ancora. Quanto ancora durerà questa giostra? Non ho giri fortunati da un bel po', e credo ormai di aver finito i gettoni. Sono vittima di un giostraio crudele, di un dio dei tamburi che fa il buono e il cattivo tempo, che finge di amarmi, che finge di volermi. Che finge.
La realtà è che è buono con le parole, e continua a confezionarmi ricette che ormai non trovo più di alcun sapore, perchè niente è più di mio gusto. Continuo a restare avvolto nella plastica, soffocato da questa finta innocenza che non lascia scampo. Quello scacco che mi coglie ogni volta, quelle negazioni assurde, quel bisogno di fare tutt'altro, sempre, facendo finta di avere il tempo per tutto.
Ti sei proposto come la stella più brillante, come lo splendido di fronte a cui inchinarsi. Io speravo che almeno lì sotto ci fosse la pelle dell'onesto lavoratore. Lentamente si è sbriciolata anche questa speranza. L'evindenza ha vinto fragorosa, stucchevole, megera.
La realtà è che sei fiero solo di te stesso, e delle tue bugie.
Non fa per me, ragazzino. Sono un cavaliere, io. Cavalco sogni che mi porterebbero lontano, se non ci fossi tu. E sono stufo di pendere e dipendere da quello che vuoi, come un giochino di un bamboccio annoiato.

So cosa devo fare. So quale è la via. Continuare. Ancora e ancora, ed avanzare un centimetro ogni passo, un passo dopo l'altro, inesorabile. E se anche, trascinando te, percorrerò un metro nel triplo del tempo, l'avrò percorso comunque. E domani, quando taglierò queste catene, ti lascierò indietro miglia, e respirerai la mia polvere. E dovrai accecarti gli occhi alzando la testa verso il sole, per vedere quanto in alto sto volando.
O forse, non succederà niente. Ma garantisco.
Ogni posto in cui andrò senza di te,
sarà comunque più in alto di dove sono ora, qui, insieme a te.

sabato 25 aprile 2009

5.25

Il soffitto mi sospira leggero sulla faccia. Forse ho le allucinazioni, ma si alza e si abbassa dolcemente. Non voglio svegliarlo con qualche rumore insulso. e le due ore di veglia mi hanno regalato dolci paranoie in cui ritrovare questa vecchia pelle che mi sta addosso.

5.25
Sento il respiro pesante degli angeli. Rubo loro le ali per vedere dall'alto ogni luce del mondo. per sentire il vento freddo dell'alba accarezzarmi i capelli.

5.25
Non c'è ragione migliore dell'avere ragione.

Dimmi che sbaglio.
Non c'è ragione migliore per avere torto.
Vivere è la ragione migliore per avere te.

4.02

Luci sfuggenti.
Quel pallido cielo nero.
Mi sfuggono dalle mani e si adagiano planando sulle coperte disordinate.
Perchè sento acqua che scivola anche se non piove?
Corro veloce lontano dal tempo che passa cercando
di dare senso a queste ore di sonno in cui voglio un mondo
in costante illusione.

Libero il suono.
Liberi tutti.

Lascio che corra lontano. Mi lascio rincorrere da ogni rimorso.
Non mi allontano troppo, per non sentirne la mancanza.

venerdì 17 aprile 2009

Believe in dreams

E l'ora è quella della pappa e c'è il sole. e sono già due motivi buoni per farmi sentire fortunato. Almeno mezzo. e mezzo pirla, e mezzo saggio, mezzo perso e mezzo fermo. E mezzo fiero di aver dormito su un lato del divano, dopo aver sperato in una serata fantastica che si è sciolta in niente, come sempre. Ma almeno stavolta ho salvato la faccia, e semplicemente perchè per una volta nella vita sto cominciando ad essere sincero con me stesso, prima di tutto.

Inoltre, la mia apparente illogicità nei rapporti interpersonali mi esaltà, perchè amo stupire con gesti impensabili chi non si aspetta niente da me. Con sorrisi che mi fa il muso. Con il nulla a chi spera nell'odio. Disarmare è la maniera migliore per non lasciare difese. Per mettersi in gioco. pre provare. E deporre le armi non vuol dire smettere di combattere.

Forse mi sto riscoprendo più forte di sempre. Forse perchè lo sono.
Forse perchè ho deciso di esserlo.

martedì 14 aprile 2009

Pensierucoli

Oggi ho dato fuoco al materasso, per pulire ogni traccia di bugia.
Oggi ho indossato la mia faccia buona, per spaventare a morte i miei demoni.
Oggi ho sprecato il tempo, per impiegarlo in attività inutili. E ho sentito viva l'aria che respiro.

giovedì 9 aprile 2009

Pasticcio di pasticche

Prescrivo ricette e non rispetto le controindicazioni. Non assumo farmaci per curare il mio ottimismo.
Mi sono reso conto che non si cade così in basso se non lo si vuole davvero. E' un lavoro certosino, di cura maniacale dei particolari, che coinvolge ogni legame personale e ogni visione della vita, ogni progetto e ogni tentativo di aiuto da parte degli altri.

Fortuna che sono troppo pigro anche per cadere in basso. E così, galleggio inventandomi un equilibrio un po' storto, ma tutto mio.

Se non sai vivere, forse è meglio che impari.
Se non sai imparare, forse è meglio che vivi e basta.

domenica 5 aprile 2009

Oggi 1994

Nel 1994 oggi Kurt Cobain si sparava un colpo in testa. E diventava mito. Milioni di adolescenti in tutto il mondo, incantati dal nuovo messia, si innamoravano di una voce e una vita che sapeva di predestinazione. oggi l'ho riguardato. Ho trovato un video di un concerto, e ho spso qualche minuto ad ascoltarne la voce, a seguirne le movenze, a pensare alla sua testa, alla droga, allo schifo, alla fama, alla fame, al suicidio. perchè oggi ho la maturità per guardarlo per quello che era. Un uomo.
Non sono più un adolescente, ma non posso che restare incantato, estasiato completamente.Non capisco cosa sia, ma ha quella cosa, nascosta, che forse non riuscirò a capire mai.
Ma grazie, comunque. di cuore.

Nirvana

venerdì 27 marzo 2009

Alla Masca

Epperchè starsene tranquilli a bere e ascoltare musica quando posso rovinarmi la vita con quei pensieri che nascono da un abbaglio o un ombra sul muro. E poi mi aiuta a recitare la parte del misterioso tipo in disparte nell'angolo al buio riversato su un piccolo quadernino sgualcito e pieno di cose vissute. E mi ritrovo qui in mezzo alla gente tentando di rendere decifrabile la mia scrittura (con scarsi risultati devo dire). E sono contento di riuscire a stupirmi ancora di qualcosa che non mi capita spesso. A volte mi sembra che i tramonti siano sempre stupendi, ma in fin dei conti non siano più quei granchè. E la cosa mi fa un po' paura, perchè forse sto perdendo la mia piccola battaglia emozionale. Poi mi ritrovo a parlare con una vecchia amica che non sento da ere glaciali che mi chiama di colpo senza un perchè. Ed è fantastico perchè penso che a volte ci siano feeling profondi che nascono in un secondo e non ci vogliono anni o grandi frequentazioni, ci sono e basta, come corrente elettrica, ed è strano perchè la penso così stasera, ma cambierò idea domani. Ma a volte mi pare che il mondo sia davvero connesso dai sei gradi di separazione, ma a livello mentale, psicologico, intellettuale, di unione di intenti, percezioni ed emozioni, di vissuti empatici, di amore e odio e quelle robe lì che ci girano la mattina. E l'effetto che mi sento addosso mi ricopre di un ottimismo che per questa volta lascerò serpeggiare in me.
Per un poco soltanto, ovvio.
Tenterò di lasciarlo indietro quando sfreccierò con la macchina verso casa, sperando che lui non riesca a trovarmi, o saranno guai, ovviamente, per la mia aria misteriosa da anonimo avventore seduto nell'angolino all'ombra, a scribacchiare.

venerdì 20 marzo 2009

Mettiamo le mani avanti...

se tu mi stai di fronte, le metto avanti di sicuro!

mercoledì 18 marzo 2009

Capisco

E capisco anche oggi questa pioggia. E capisco questo non far niente. Capisco questa malinconia che mi concima la mente, e anche oggi capisco questo silenzio che mi accompagna fedele.

I miei sogni mi capiscono.
Ovunque sia quella ragione, l'ho trovata. Ovunque sia quella ragione, ha torto. Ovunque sia l'irrequietezza, le ho dato un senso e una sembianza. Un odore, un sapore, un respiro.

Capisco le risate.
E anche oggi, ovunque, capisco.
Capisco che capire non aiuta a vivere,
ma vivere aiuta a capire .

Spero anche oggi di non avere risposte.

sabato 28 febbraio 2009

Notte

E' strano come sia tutto così strano. Come non voglia scrivere niente da mesi, come se non scrivere fosse non pensare, e non pensare annullasse tutto il mondo. Come se stare chiusi nel proprio guscio fosse la soluzione migliore per ogni futuro possibile. E il problema sta tutto in una semplice considerazione. Non ci riesco. Non riesco davvero a odiare nessuno. Ci provo, qualche volta, ma niente da fare. Puoi parlarmi male, mandarmi a quel paese, puoi dirmi che ti faccio schifo, ma finirò sempre per pensare al bene che c'è in te. Umanità. Sorridi umanità, c'è del buono. Ed è per questo, caro mio, chiunque tu sia, che ti dico una cosa semplice: Vaffanculo. Vaffanculo dal profondo del cuore, perchè provo amore per te, e tu, umanità, puoi essere migliore di come sei, anzi, devi esserlo. Quindi vaffanculo, e te lo dico col cuore. Non abbassarti a camminare rasoterra, perchè strofini il mento sulla stessa merda che lasci in giro. E non parlare troppo, o ti finirà in bocca. Pensa solo a vivere la tua vita, pensa a volere bene a coloro che ti stanno accanto. E vai a fare in culo.
Sono mesi che mi proteggo dall'oblio guardando tramonti evanescenti.

Ho incontrato persone magnifiche, e ogni giorno ne incontro una di più. Parole, una battuta, una considerazione, un'intesa, un caffè, un silenzio, e ogni persona che incontro mi pare nasconda un cuore che batte forte e ha voglia di dire la sua. E mi stupisco, perchè io odio tutti, perchè non mi merito nessuno, perchè sorrido con il sangue tra i denti e gli ematomi che mi chiudono gli occhi.

Ho visto il sole da sopra le nuvole, disegnare arcobaleni su quella distesa di panna. Ho visto il mondo dall'alto, e ho capito che Dio si è ritagliato un bel panorama da cui guardarci.

Ho visto la pioggia sbattermi addosso, e la verità dei fatti scrollarsi di dosso la muffa. Ho visto volti che credevo sinceri trasformarsi in magre ombre informi.

Ho visto un sasso lanciato nello stagno, e ho contato ogni anello concentrico. La mia vita.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Devo averla proprio combinata grossa. Ma proprio non odio nessuno. E forse lo dico così almeno me ne convinco. E mi sembra di vedere un sottile file d'asfalto nella bocca di certe persone, e mi pare che ci siano pareti di cartone e sorrisi pitturati.

E non ho bisogno di questo. Mi sento in colpa per ogni cosa. Mi sento vivo grazie a ogni cosa. Mi muovo su ambigui sentieri, seminando briciole in varie direzioni, così da confondere me stesso.
Non ho bisogno di vedere l'addobbo facciale con dentro tutte quelle lingue taglienti.

Ho bisogno della mia solita fottuta frugalità.
Ho bisogno che tu mi sputi in faccia se vuoi sputarmi in faccia, e ho bisogno che mi ami se mi vuoi amare. Ma non parlarmi facendo finta di essere ciò che non sei. Vivi la vita, sii felice, sii quello che vuoi essere, ma lascia che io sia il nulla. E non interessarti al nulla. Non interessarti a me. A meno che io non ti interessi.

Ho un fabbisogni industriale di coccole. Di parole coccolose. Di coccolazioni, e coccolipranzi e cene abbondanti ma pur sempre frugali, semplici, anche silenziose. Il silenzio di quei momenti prima di dormire, di quegli attimi dentro alla macchina con i fari che bruciano la notte, e quelle impurità luminose che sono le stelle a macchiare il cielo di discontinuità luminosa. Ma che cosa dico?

Ho bisogno di riassumere tutto ciò che ho fatto in questi mesi, ma è troppo, è tutto, è davvero ogni cosa posso immaginare. Sono l'uomo del tutto, e non so ancora se sono del tutto uomo.
Forse lo sono per metà. L'altra metà è persa negli istinti di morte e di distruzione, e di vita, e di sesso, e di cibo, e di sete, e di musica, e di bruciore di stomaco, e di grattarsi fino a sanguinare, sempre lì, come una ferita infetta. Sensazioni corporee che ci rendono vivi. Vivo per cosa? Vivo per miracolo. Vivo per niente, perchè niente sono, e queste parole sono vuote, se non sai chi sono, e ti sembrerò sciocco, e ti sembrerò stupido, e vivo, ed egocentrico, e folle. E sono tutto ciò, e anche di più. Sono banale, sono troppo sempre lo stesso. La minestra di turno, già riscaldata almeno due volte. Melassa liquida e insipida. Quindi non cercarmi, se non sei pronto a rischiare di capire davvero chi sono. Perchè sono splendido, sono un figo, un mito, sono la riproduzione stessa di uno che arriva la sera distrutto di vita, e incredulo ad ogni giornata. Sono magneticamente irresistibile. Perchè tu sei irresistibile. Per me. E resto stupito. Stupito dalle cose fantastiche che mi capitano. Mezzo morto, mezzo vivo e mezzo in sciopero. E lì, dietro l'angolo, sempre la prossima sorpresa, la prossima persona fantastica, la prossima scoperta sensazionale.

Mi dispiace per ogni cosa. Sono colpevole delle mie azioni.
E non riesco a smettere di esserne entusiasta.

lunedì 19 gennaio 2009

Nel mattino

Amare vuol dire essere pronti a rendere felice qualcuno. Vuol dire essere pronti ad essere felici.
E scusate se è poco.
Fatichiamo a rendere felici noi stessi, pensando sempre, forse inconsciamente, forse non volendolo ammettere, che sia meglio il problema da risolvere, la sofferenza da guarire, il disagio da risolvere.
perchè abbiamo paura che se mai capiterà di essere felici e senza problemi, allora non avremo più niente da inseguire. fine della corsa. e ci vuole coraggio per stare bene davvero.
E se una volta felici, una volta arrivati, una volta apparentemente sereni, soddisfatti non lo fossimo affatto?
Per molti è meglio essere tristi, far finta di voler inseguire i sogni.

Che cosa stupida pensare che la felicità sia il punto di arrivo.
La felicità è qualcosa che ci costruiamo metro dopo metro, sorriso dopo sorriso, cicatrice dopo cicatrice, e guai a chi pensa che sia una meta. E' solo un passaggio, un momento, un secondo, una visione, una realtà, una percezione, una sensazione.

E' il mattino all'ora giusta di alzarsi. Eccola li, la grande ricerca.
Essere pronti ad esserci davvero.