sabato 28 febbraio 2009

Notte

E' strano come sia tutto così strano. Come non voglia scrivere niente da mesi, come se non scrivere fosse non pensare, e non pensare annullasse tutto il mondo. Come se stare chiusi nel proprio guscio fosse la soluzione migliore per ogni futuro possibile. E il problema sta tutto in una semplice considerazione. Non ci riesco. Non riesco davvero a odiare nessuno. Ci provo, qualche volta, ma niente da fare. Puoi parlarmi male, mandarmi a quel paese, puoi dirmi che ti faccio schifo, ma finirò sempre per pensare al bene che c'è in te. Umanità. Sorridi umanità, c'è del buono. Ed è per questo, caro mio, chiunque tu sia, che ti dico una cosa semplice: Vaffanculo. Vaffanculo dal profondo del cuore, perchè provo amore per te, e tu, umanità, puoi essere migliore di come sei, anzi, devi esserlo. Quindi vaffanculo, e te lo dico col cuore. Non abbassarti a camminare rasoterra, perchè strofini il mento sulla stessa merda che lasci in giro. E non parlare troppo, o ti finirà in bocca. Pensa solo a vivere la tua vita, pensa a volere bene a coloro che ti stanno accanto. E vai a fare in culo.
Sono mesi che mi proteggo dall'oblio guardando tramonti evanescenti.

Ho incontrato persone magnifiche, e ogni giorno ne incontro una di più. Parole, una battuta, una considerazione, un'intesa, un caffè, un silenzio, e ogni persona che incontro mi pare nasconda un cuore che batte forte e ha voglia di dire la sua. E mi stupisco, perchè io odio tutti, perchè non mi merito nessuno, perchè sorrido con il sangue tra i denti e gli ematomi che mi chiudono gli occhi.

Ho visto il sole da sopra le nuvole, disegnare arcobaleni su quella distesa di panna. Ho visto il mondo dall'alto, e ho capito che Dio si è ritagliato un bel panorama da cui guardarci.

Ho visto la pioggia sbattermi addosso, e la verità dei fatti scrollarsi di dosso la muffa. Ho visto volti che credevo sinceri trasformarsi in magre ombre informi.

Ho visto un sasso lanciato nello stagno, e ho contato ogni anello concentrico. La mia vita.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Devo averla proprio combinata grossa. Ma proprio non odio nessuno. E forse lo dico così almeno me ne convinco. E mi sembra di vedere un sottile file d'asfalto nella bocca di certe persone, e mi pare che ci siano pareti di cartone e sorrisi pitturati.

E non ho bisogno di questo. Mi sento in colpa per ogni cosa. Mi sento vivo grazie a ogni cosa. Mi muovo su ambigui sentieri, seminando briciole in varie direzioni, così da confondere me stesso.
Non ho bisogno di vedere l'addobbo facciale con dentro tutte quelle lingue taglienti.

Ho bisogno della mia solita fottuta frugalità.
Ho bisogno che tu mi sputi in faccia se vuoi sputarmi in faccia, e ho bisogno che mi ami se mi vuoi amare. Ma non parlarmi facendo finta di essere ciò che non sei. Vivi la vita, sii felice, sii quello che vuoi essere, ma lascia che io sia il nulla. E non interessarti al nulla. Non interessarti a me. A meno che io non ti interessi.

Ho un fabbisogni industriale di coccole. Di parole coccolose. Di coccolazioni, e coccolipranzi e cene abbondanti ma pur sempre frugali, semplici, anche silenziose. Il silenzio di quei momenti prima di dormire, di quegli attimi dentro alla macchina con i fari che bruciano la notte, e quelle impurità luminose che sono le stelle a macchiare il cielo di discontinuità luminosa. Ma che cosa dico?

Ho bisogno di riassumere tutto ciò che ho fatto in questi mesi, ma è troppo, è tutto, è davvero ogni cosa posso immaginare. Sono l'uomo del tutto, e non so ancora se sono del tutto uomo.
Forse lo sono per metà. L'altra metà è persa negli istinti di morte e di distruzione, e di vita, e di sesso, e di cibo, e di sete, e di musica, e di bruciore di stomaco, e di grattarsi fino a sanguinare, sempre lì, come una ferita infetta. Sensazioni corporee che ci rendono vivi. Vivo per cosa? Vivo per miracolo. Vivo per niente, perchè niente sono, e queste parole sono vuote, se non sai chi sono, e ti sembrerò sciocco, e ti sembrerò stupido, e vivo, ed egocentrico, e folle. E sono tutto ciò, e anche di più. Sono banale, sono troppo sempre lo stesso. La minestra di turno, già riscaldata almeno due volte. Melassa liquida e insipida. Quindi non cercarmi, se non sei pronto a rischiare di capire davvero chi sono. Perchè sono splendido, sono un figo, un mito, sono la riproduzione stessa di uno che arriva la sera distrutto di vita, e incredulo ad ogni giornata. Sono magneticamente irresistibile. Perchè tu sei irresistibile. Per me. E resto stupito. Stupito dalle cose fantastiche che mi capitano. Mezzo morto, mezzo vivo e mezzo in sciopero. E lì, dietro l'angolo, sempre la prossima sorpresa, la prossima persona fantastica, la prossima scoperta sensazionale.

Mi dispiace per ogni cosa. Sono colpevole delle mie azioni.
E non riesco a smettere di esserne entusiasta.