giovedì 1 luglio 2010

In Deciso

Uhm...indeciso se imbarcarmi di nuovo in questa impresa titanica...4 anni di scuola e di psicoterapia. Indeciso se cambiare layout al blog, e magari togliere tutto questo marrone-tappezzeria della nonna. Indeciso su che cosa pensarne di questo caldo. E di cosa penserei a proposito del freddo. Indeciso su un sacco di cose importantissime, insomma.

lunedì 28 giugno 2010

Visioni post - Shutter Island

Potrei, effettivamente, non esistere affatto. Non come mi immagino essere attualmente. Voglio dire. Sono in mutua da settimane, e tutte le persone che ho visto sono circa 5 o 6. Ho parlato al telefono. Continuo a pensare, e a sognare, ed ad aspettare incontri che sembrano non arrivare mai, come se la data, invece che avvicinarsi, rimanesse sempre lontana in modo costante. Dormo, mangio, vado in bagno, sto al computer. Ciclicamente, ripeto gesti e routine. Ripeto pensieri, parole e gesti. Studio da sempre, tento da sempre di fare qualcosa che si trascina all'infinito. Scrivo e continuo a farlo senza risultati, ciclicamente. Suono e faccio lo stesso. Tutta la mia vita, effettivamente, potrebbe non esserci. Vivere senza scampo. Possiedo solo ricordi, e potrebbero solo essere sogni, o desideri. Potrei essere effettivamente pazzo. Potrei essere sotto l'effetto di pesanti medicinali da anni, e non accorgermene. Mi riesce difficile crederlo. Ma mi riesce difficile credere di essere in qualunque posto, a dire la verità. Che siano allucinogeni, che sia matrix che davvero ci possiede. Devo rendermi conto che potrei, effettivamente, non esistere. Ma la mia vita avrebbe forse meno valore, se fosse soltanto un sogno? Forse il punto non è questo, no. La realtà forse è più pensate di ogni sogno. E se questa mia vita fosse un sogno, forse dovrei imparare a sognare sogni migliori.

O forse dovrei smetterla di guardare film visionari.

venerdì 2 aprile 2010

sei ore

Forse è la notte a suggerirmi silenzi. Ci sono malinconie pesanti sui chilometri che percorro nella tarda sera di ogni giorno. Ci sono evidenti problemi di sbalzi d'umore, ma conosco troppo bene mia madre per non sapere della mia eredità. Ci sono acerrime volontà di essere felici ed annoiati. Ma non ne ho il tempo. Ci sono momenti di bilancio, ma faccio sempre i bilanci nei momenti peggiori, e quindi niente va mai come dovrebbe. Forse è la frustrazione perchè gli obiettivi sono lontani, o lo sembrano abbastanza da scoraggiarmi. Forse è la sensazione che se non fossi qui, ora, sarei altrove, e starei facendo qualcos'altro di sicuramente migliore. Perchè ho capito che vivo sempre nell'universo copia, quello sfigato dove le cose non vanno perfette.

Notte di bilanci, dunque.
E il resoconto qual'è? sto facendo qualcosa di buono nella vita? sto facendo qualcosa? sto facendo abbastanza?
Che domande stupide. certo che sto facendo. in qualche modo. in qualche senso. lascio segni indelebili su pareti nascoste. sotterro il cielo. Non bevo più, se non c'è quella buona ragione.
Ascolto la notte e le mie paranoie. spero che non mi rubino un'altra macchina. respiro piano. mi sento cinico. Malsano. determinato.
Penso di dover aspettare domani, per vedere con occhi allegri la ghiaia che oggi mi sembra un macigno. Allora aspetto, e dormo, perchè tra sei ore mi devo alzare e ancora sono qui a lamentarmi.


venerdì 19 marzo 2010

Stasera

Stasera devo scrivere, assolutamente. E' una pulsione fissa, costante, che deve essere liberata. Scriverò della mia voglia di non scrivere, della mia voglia di non fare. Perchè ho capito che non basta la buona volontà. Il vero motore è il desiderio. Desidero, dunque mi muovo, agisco, creo, distruggo, lotto. La buona volontà serve solo a resistere, qualche volta, ma non serve per andare da nessuna parte. é il desiderio che ci da il calcio d'inizio, che accende il fuoco, che spinge a fondo.

Scriverò delle conseguenze della mancanza di sonno. Almeno per quanto riguarda il mio corpicino draghesco. Mancanza di sonno vuol dire mancanza di voglia. Vuol dire trovarsi in un momento e sapere esattamente tutto quello che devo ancora fare, ma non averne assolutamente voglia. Neanche delle cose che amo fare. A volte temo semplciemente di essere diventato grande. Di essere rimasto vittima del quotidiano. Di non avere più tempo di fare niente.

Scriverò del mio essere in fermento continuo, per nuove prospettive, nuove parole, nuovi tratti caratteriali, nuovi pensieri. Progettualità ambigua che si scontra con la già citata mancanza di sonno. la dimensione onirica è importante, quando riusciamo a darle una collocazione. Ho sempre pensato di sprecare tempo, dormendo, ma ultimamente noto la funzione evidentemente riposante, almeno per l'intelletto, del sonno. Scrivo poco questo blog perchè vorrei scrivere novità importanti, invece di togliere le ragnatele a vecchie impalcature mentali che sono ancora ferme lì.

In questo momento ho in testa almeno due o tre cose che so che devo fare ma che non ho voglia di fare. E ho anche int esta il pensiero, che, dopotutto, non mi interessa se non ho voglia di fare. Perchè presto le farò, e nons aranno più problemi. Mi sto allontanando da ogni malanno materiale? Sto assurgendo a divina forma? Ho cambiato religione? Mi perderò nella sabbia, mischiandomi con ogni granello? Forse niente di tutto ciò, forse tutto insieme. Forse, sto solo mettendo la testa fuori posto con forza, perchè a posto proprio non mi va di tenerla.

sabato 6 marzo 2010

Romina

E mentre mi avvicino furtivo ed incredulo, ancora incerto sulla meta, ecco che la vedo spuntare, sporgere il muso al di là dello steccato, ed attendermi, guardandomi di storto come fanno loro. Trovo ancora buffo che animali che pesano come un auto abbiano l'innocenza di bambini, la curiosità e la timidezza del miglior secchione sfigato delle elementari, e nascondano il tutto sotto un'aria apparentemente disinteressata. Bentornati cavalli.
Bentornato a me.
Bentornato a casa.


giovedì 4 marzo 2010

Entropico del cancro

Come posso pensare di trovare un senso alla velocità del mio vorticare? Mi sento trottola, e resto sul posto. Ben piantato per terra e con la testa tra le nuvole. Ci sono nebbie strane, intorno alla faccia. Vorrei un'auto. Ritrovare le mie cose. Piccole questioni materiali cui infondo attribuiamo piccole importanze. Come il sacco a pelo. Tutti i giorni in cui ci ho dormito, e ogni ora in cui ci ho sognato e sudato dentro. Come la montagna di cd masterizzati. Come il piccolo Tazmania ormai senza odore di talco, che restava li appeso a ricordarmi ricordi belli o brutti a seconda dei giorni, ma perlomeno sempre vivi. Come tutti i cavi abbandonati in uno zainetto perennemente incastonato nel bagagliaio. Ho perso un microfono. Ho conservato la voce. Avevo un ufficio mobile, e senza accorgermi era qualcosa che amavo avere e con cui adoravo avere a che fare. Mangiare merendine mentre guido. Conoscere il motore e la sua spinta. Non ho poesia per gli aggeggi metallici e inquinanti. Ma ne riconosco l'intrinseca qualità di essere utilissimi, alla soglia dell'indispensabilità. Non posso permettermi di restare fermo, o tutti i miei problemi mi raggiungeranno. Devo scappare, correre, perchè è la mia natura. Il randagismo intellettuale che mi sento dentro non mi lascia essere contendo. Sono a metà tra il pensare a dove sono arrivato e il pensare al come sono ridotto. Le due alternative non sono poi così lontane, se non per un piccolo particolare: la mia voglia di prendermi a calci e di sistemare ogni cosa. Troverò nuovi motori, nuovi sacchi a pelo e nuovi cd. Ricomincerò con quello che ho perso, e proseguirò con quello che mi è rimasto.

Non ho bisogno di odiare nessuno. L'entropia dell'universo farà quello che deve...

mercoledì 10 febbraio 2010

Sospeso in una bolla cosmica

Vivo fugacemente. Mi sembra che tutto passi in fretta. Che gli ultimi dieci anni sia stato con l'interruttore spento. Che abbia iniziato a mettere su rughe invisibili per tutti i momenti invivibili che ho passato. E poi ogni pensiero torna a cristallizzarsi a momenti speciali.
- A quei chilometri sulla strada col motore a pieni giri e la velocità di crocera di quel cubo cartonato di 90 Km orari se la pendenza favorisce.
- A quelle sere di troppo Margarita con i sorrisi verso la cameriera, e quell'altro che mi vomita sulle scarpe poco dopo mentre gli rido in faccia.
- A quelle volte in c'è il ritrovarsi su una panchina a guardare negli occhi la dolcezza. A quei giorni di odori forti, e perdite e voglie.
- A quelle mattine con la neve alle ginocchia, il ritardo sconcertante a scuola, la voglia assoluta di fuggire.
- A quelle ore di odore di educazione fisica, di scarpe puzzolenti, di spogliatoio.
- A quelle pareti di colori vaghi, tinte solo dalla necessità di sopravvivere.
- A quelle stagioni di capelli tagliati corti, di pelle marrone, di sudori immorali, di film di immortali, di biciclette cigolanti, di sabbia, di calippo, di problemi esistenziali.
- A tutte quelle sere da solo.
- A tutte quelle sere da sogno.
- A tutte quelle sere di cui ho perso memoria. Sotto ai tavoli, in cima a un gioco di corde al parcogiochi, appeso fuori ad un auto in corsa cittadina.
- Ad ogni festa imbarazzante.
- Ad ogni volta in cui mi sento fuori posto, e solitamente lo sono.
- A tutte le volte che sfido la sfiga e salgo su un aereo.
- A quelle stanche mattine universitarie, ad aspettare solo i sorrisi giusti.
- Alle code interminabili agli esami.
- All'odore della stalla, al campo gelato, alla cacca, al giallo, al caffè delle macchinette, al supermercato.
- Agli insulti per cominciare bene la giornata.
- Ai premi aziendali. Gratis.
- Alle mie botte e calci al narcisismo.
- Al rosso, e tutto il rossume planetario.
- Alle scale mobili
- Ai gatti, ai cani, ai rinoceronti.
- Al non sapere affatto, e muoversi a tentoni, tentando di capire, di ascoltare, di provare.
- Al non voler perdere niente per non rovinare niente.
- Alle volte in cui non mi aspetto nulla, e mi capita tutto.

E penso che un elenco così dovrebbe andare avanti all'infinito, e potrebbe anche, se lo lasciassi correre. Ma è tardi, e altre parole non risolverebbero niente. I miei dieci anni passati rimarrebbero comunque pieni di buchi. O forse è il vuoto che è compresso, schiacciato, stirato da ogni ricordo, che prende forma, forza, consistenza e autorità, e piano piano riempie ogni pertugio.
Resto sospeso a metà tra la distruzione ed il delirio, affascinato dalla mia stessa incapacità di concludere degnamente questo post.

mercoledì 27 gennaio 2010

Post - Human

Sono collerico. isterico. indifferente. sofferente. problematico. asmatico. rattrappito. insofferente. agitatato. addormentato. miope. sedato. seduto. sudato.

Faccio turni di notte che mi costringono a vedere il giorno come alieno, a barcollare perduto nella luce. Non sopporto i discorsi lunghi, il vociare materno, il brontolio paterno, il silenzio in sè o ogni parola. Sono antipatico, antiestetico e antisettico.
Amo scrivere tanti aggettivi.
ed è buffo, perchè proprio ora che sono agitato da non so cosa, e non riesco a stare fermo, e mi giro e mi rigiro e ballo sempre sulla stessa piastrella, obliquo e oblungo e orientato all'oblio, proprio ora che sono un fermento e non so verso cosa, proprio ora mi sento profondamente me stesso.

E non importa se forse è vero che il blog è solo un'esposizione narcisistica. Non mi interessa niente. perchè non ho dormito e non ho pazienza. e sono una bestia rara, perchè non ho alcuna importanza.

Conosco davvero il sonno solo quando sono sveglio. Tutto il resto è un continuo ragionare, cercare di capire, vivisezionare.

Cerco di fuggire al sonno perchè ho tanta voglia di dormire.
Sono il mio peggior nemico. Non voglio mai darmela vinta.