venerdì 2 aprile 2010

sei ore

Forse è la notte a suggerirmi silenzi. Ci sono malinconie pesanti sui chilometri che percorro nella tarda sera di ogni giorno. Ci sono evidenti problemi di sbalzi d'umore, ma conosco troppo bene mia madre per non sapere della mia eredità. Ci sono acerrime volontà di essere felici ed annoiati. Ma non ne ho il tempo. Ci sono momenti di bilancio, ma faccio sempre i bilanci nei momenti peggiori, e quindi niente va mai come dovrebbe. Forse è la frustrazione perchè gli obiettivi sono lontani, o lo sembrano abbastanza da scoraggiarmi. Forse è la sensazione che se non fossi qui, ora, sarei altrove, e starei facendo qualcos'altro di sicuramente migliore. Perchè ho capito che vivo sempre nell'universo copia, quello sfigato dove le cose non vanno perfette.

Notte di bilanci, dunque.
E il resoconto qual'è? sto facendo qualcosa di buono nella vita? sto facendo qualcosa? sto facendo abbastanza?
Che domande stupide. certo che sto facendo. in qualche modo. in qualche senso. lascio segni indelebili su pareti nascoste. sotterro il cielo. Non bevo più, se non c'è quella buona ragione.
Ascolto la notte e le mie paranoie. spero che non mi rubino un'altra macchina. respiro piano. mi sento cinico. Malsano. determinato.
Penso di dover aspettare domani, per vedere con occhi allegri la ghiaia che oggi mi sembra un macigno. Allora aspetto, e dormo, perchè tra sei ore mi devo alzare e ancora sono qui a lamentarmi.