martedì 27 settembre 2011

Vivere in coda

Almeno la coda sa di esserlo. é la dietro, alla fine dell'animale, e sa di essere trascinata. sa di servire per l'equilibrio, o per qualche retaggio evolutivo di cui ci si è dimenticati. ma almeno sta lì, ha un senso.
Ma due ore di coda alla posta per un bollettino, che senso ha?
Spesso non colgo i segni filosofici di un'attesa quotidiana agli sportelli.
Forse insegna la pazienza. O forse aiuta i nevrotici ad esserlo appieno. Così poi vanno dagli psicologi, e aiutano questi ultimi a pagare l'affitto.

Viva le code agli uffici pubblici

sabato 24 settembre 2011

Che sarei stato buono

Che sarei stato allegro più che ogni tanto
Che sarei stato bello per sempre, o almeno ogni tanto, o almeno un po'.
Che avrei suonato meglio ogni giorno
Che avrei letto tutti i libri di psicologia
Che avrei scritto con costanza
Che ti avrei fatto capire che ti capisco, anche se non riesco a fartelo capire
Che mi sarei fatto la barba più spesso
Che avrei risolto il problema delle ascelle puzzolenti nel mondo intero
Che avrei smesso di scappare
Che avrei smesso di mangiare al MacDonald's
Che avrei cominciato a dormire di più
Che avrei sorriso più spesso.
Che non mi sarei mai arreso.
Che avrei letto di più, e più cose.
Che sarei stato a casa ogni tanto
Che avrei coltivato la terra.
Che avrei smesso di cercare di salvare tutti
Che avrei smesso di rubarti le lenzuola
Che avrei visto spesso i miei amici più cari
Che avrei fatto sempre la cosa giusta
Che sarei finalmente diventato intonato
Che mi sarei dato pace.
Che avrei ripreso a scrivere settimanalmente il blog
Che avrei trovato un lavoro soddisfacente per la mia psiche
Che mi sarei ricordato di portare fuori la spazzatura
Che avrei finito di scrivere i miei libri
Che avrei finito di iniziare.
Che avrei smesso di fare incidenti d'auto.
Che avrei imparato meglio l'inglese.
Che avrei deciso cosa fare da grande
Che avrei preso Charlie con me.
Che mi sarei lavato l'anima ogni tanto.
Che avrei scritto canzoni sempre più belle
Che avrei convinto Babbo Natale a credere in me
Che avrei smesso di voler bene a Bruce Willis
Che mi sarei concesso di non fare niente.
Che avrei inciso un vinile.
Che avrei ucciso i mostri.
Che sarei stato migliore ogni giorno.
Che avrei girato un film
Che avrei sconfitto lo spazio e la luce, per non farti invecchiare.
Che avrei avuto più cura della mia schiena
Che avrei fatto regolare attività fisica
Che avrei comprato un amplificatore decente
Che mi sarei lasciato stare
Che ti avrei dato il mondo
Che avrei ascoltato tutti i dischi degli Zeppelin
Che ti avrei comprato i cereali ad ogni spesa.
Che non avrei mai più pagato l'affitto
Che avrei conosciuto tanta gente.
Che sarei scappato dall'isola.
Che avrei imparato a vestirmi con colori decenti
Che avrei viaggiato lontano, e lontano
Che avrei imparato a lavorare meno
Che sarei riuscito a pensare che tu sei ok, e lo sono anche io.
Che avrei fatto pace davvero con mamma e papà, e anche con lei
Che sarei stato spiegato
Che sarei stato
Che sarei.

Ma invece no.
Vorrà dire che sarebbe stato bello.
E invece sarà solo vero.
E va bene così.

mercoledì 2 marzo 2011

Al volante


Ed essi si scannano.
Come porci
per le carrube,
come cani
rognosi
per un tozzo di pane secco.
Ed essi si scannano
selvaggi,
per un posteggio.

domenica 16 gennaio 2011

Manco qui

Manco qui da molto tempo.
Riesco ad esserci a fatica altrove. Nella mia vita.
Ma tornerò. E' una ripromessa che mi faccio da tempo.
E mi conosco al punto da sapere che proprio non voglio lasciarmi stare.

Manco qui.
Manco qui riesco a restare.